L’agenzia investigativa: strumento di tutela per le aziende e la P.A.

I numeri relativi agli illeciti compiuti sia in ambito pubblico che in ambito privato da dipendenti scorretti ci mostrano un panorama davvero inquietante per le imprese italiane: 400 milioni di euro a carico dell’Inps ( e pertanto a carico di tutti noi) per assenze per finta malattie e utilizzo illecito dei permessi 104/92 di cui più del 15% in ambito pubblico, 9 grandi aziende su 10 nell’ultimo anno hanno subito un tentativo di frode ad opera di un loro dipendente, il furto interno all’azienda, soprattutto nel settore edile e nella grande distribuzione, è ormai una certezza talmente ben definita da venir annoverata preventivamente nei passivi, ed infine, ma non certo per importanza, il 90% delle intrusioni informatiche all’interno dell’azienda laddove non sono operate dal dipendete sono comunque troppo spesso agevolate da quest’ultimo.

A soffrire maggiormente è la piccola-media impresa, impreparata alla gestione di questa emergenza ed al contempo troppo spesso appesantita dal costo, diretto ed indiretto, di dipendenti scorretti, ma anche la pubblica amministrazione, con il suo 15% di calo di produttività legato alle assenze fraudolente di lavoratori furbetti, non si presenta particolarmente in salute ed una recente sentenza della Corte dei Conti, proprio per arginare questo dilagante fenomeno, ha sostenuto la “legittimità del ricorso ad un’agenzia investigativa privata” per stanare gli abusi dei dipendenti.

E’ nel panorama sopra descritto, in un’ottica di tutela dell’interesse e del capitale d’impresa che s’affianca alla necessita di “liberarsi” di un certo tipo di collaboratori, che si stanno diffondendo a macchia d’olio le INVESTIGAZIONI AZIENDALI, attività affidate ad agenzie investigative qualificate in grado di raccogliere riscontri producibili in sede giudiziaria, sia in ambito privato che nella pubblica amministrazione, che attestino il comportamento scorretto, fraudolento e/o lesivo del rapporto fiduciario messo in atto dal dipendente nei confronti dell’azienda. I dati ci dicono anche che nel 90% dei casi, a fronte di materiale inoppugnabile ed incontestabile, sono gli stessi lavoratori ad allontanarsi volontariamente dall’azienda permettendo così all’impresa stessa di risparmiare importanti somme ed estenuanti lungaggini legate all’iter giudiziario di licenziamento.

I datori di lavoro in cerca di una “giusta causa” non impugnabile che permetta loro di liberarsi di dipendenti parassiti hanno investito in indagini affidate ad agenzia investigativa, durante l’anno 2015 e su tutto il territorio nazionale, 350 milioni di euro. A farla da padrona la Lombardia ma le proiezioni per il prossimo futuro sono orientate verso una forte crescita nazionale della richiesta dovuta soprattutto all’efficacia, dimostrata negli anni, di una buona attività investigativa che in tempi di crisi e di spending review permette di arginare i danni e liberarsi di collaboratori scorretti con costi accessibili e risultati documentati inoppugnabili.

Tra le recenti sentenze in materia:

– Corte di cassazione, sez. Lavoro, sentenza n.9749 del 12 maggio 2016: sancisce la legittimità del controllo dei lavoratori tramite agenzie investigative;

– Corte di cassazione, sez. lavoro, sentenza n.8709 del 3 maggio 2016: stabilisce la legittimità del licenziamento per giusta causa del lavoratore in malattia che tiene una condotta di natura frodatoria: le prove raccolte da un’agenzia investigativa sono ammissibili;

– Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20440 del 12 ottobre 2015: stabilisce la legittimità del licenziamento per giusta causa del lavoratore che si allontana senza giustificazione durante l’orario di lavoro: autorizzati i controlli investigativi con l’ausilio del sistema satellitare GPS;

– Corte di Cassazione n. 25674, del 4 dicembre 2014: sancisce la legittimità dell’impiego di investigatori privati per documentare eventuali sottrazioni di cassa da parte di dipendenti.

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