Nella sentenza allegata il Giudice di legittimità, rigettando il ricorso ha analizzato la posizione del consulente e del concorso dell’extraneus nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione.
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L’imputato contestava la sussistenza degli elementi costitutivi del delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale.
Assumeva il ricorrente che, una volta esclusa la qualifica di amministratore di fatto già ad opera del primo giudice ed inquadrata la condotta in quella dell’extraneus, sarebbe stato necessario un vaglio più penetrante sul tema della effettiva sussistenza del suo contributo alla realizzazione delle distrazioni, nonché dell’elemento soggettivo che dovrebbe essere assistito dalla consapevolezza di determinare un depauperamento del patrimonio sociale ai danni dei creditori.
In particolare il giudice di merito sarebbe incorso in un evidente errore logico nel ritenere che l’attività di assistenza prestata dall’imputato, peraltro limitata a compiti specifici, avrebbe implicato un concorso nell’attività distrattiva.
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Il ricorso è stato respinto.
Secondo la Cassazione la sentenza della Corte d’Appello espone, in maniera ampia e argomentata, i plurimi e convergenti elementi dimostrativi dell’apporto concorsuale fornito dal contabile nella realizzazione delle distrazioni che avvenivano proprio grazie all’utilizzo dello strumento negoziale congeniato dal ricorrente.
La Corte di appello, dopo attenta disamina, conclude che “plurime, convergenti e solidissime prove dimostrano, dunque, che l’imputato avesse assunto all’interno di XYZ funzioni tutt’altro che circoscritte (alla verifica fiscale) od occasionali, ma piuttosto un ruolo di vero e proprio consulente aziendale
e in tale veste di suggeritore/promotore di quel contratto di agenzia che, apparentemente diretto a risanare la società mediante il trasferimento di …. (non esposta con le banche e affidabile) dell’attività di fatturazione e riscossione dei crediti di ……., ne legittimava il definitivo incasso a favore di …..così irreparabilmente compromettendo gli interessi dei creditori di ……..”.
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La condotta del ricorrente, come delineata dalla Corte di appello, integra pacificamente gli estremi del concorso dell’extraneus nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, posto che il ricorrente, quale consulente contabile, consapevole dei propositi distrattivi dell’amministratore di una società in dissesto,
ha fornito consigli e suggerimenti sul mezzo giuridico idoneo a sottrarre i beni ai creditori (Sez. 5, n. 8276 del 06/11/2015 dep. 2016, Curtopelle, Rv. 267724).
cassazione penale n.16759/2018
21 aprile 2018










