Il fotosegnalamento tra prassi ed obblighi giuridici

1.Premessa. 2. Fotosegnalamento e identità personale. 3. Obbligatorietà dei rilievi.  4. Conclusioni.

(pubblicato su Sicurezza e Giustizia, dicembre 2017)

Premessa

Le impronte papillari, siano di natura digitale o palmare, rappresentano, unitamente al DNA, uno degli strumenti investigativi maggiormente noti per giungere all’identificazione di un individuo. Le impronte permettono di ottenere un fondamento biometrico di una certa identificazione personale(1) stante che la medesima venga ad essere prioritariamente assicurata dai documenti che quello stesso individuo dovrebbe – o meglio, potrebbe – possedere.

Fotosegnalamento ed  identità personale.

Se il fotosegnalamento viene utilizzato come ideale volano per giungere all’identificazione di un soggetto nei cui confronti si procede per motivi che possono spaziare – in termini più dottrinali che pragmatici – dalla pubblica sicurezza(2) alla polizia giudiziaria(3), le “esatte generalità” rimangono depositate presso i registri dello Stato Civile del Comune di nascita/residenza(4). Naturale reportistica di quanto annotato è la carta d’identità(5-6), documento per il quale non vi è l’obbligo, salvo prescrizioni, di richiedere il rilascio(7). Si comprenderà come il concetto “d’identità” rivesta importanza non solo per un approccio investigativo ma anche per i diritti/doveri naturalmente riconducibili alla nascita ed insistenti fino alla morte(8). Finanche l’identificazione di un cadavere(9) potrà assumere sfaccettature differenti, ad esempio di carattere patrimoniale o morali. A tal proposito, è interessante anche il distinguo che si rileva tra “documento d’identità” e di “riconoscimento”, significando che quest’ultimo sottenderebbe una “mera autorizzazione”, si pensi alla patente di guida(10) ovvero alla licenza di porto d’arma oppure al passaporto(11), stante l’essere il legislatore a provvederne l’equiparazione con il combinato disposto degli artt. 292 e 293 reg. esec. TULPS ed art. 35 c.2 DPR 445/2000 .

L’identità personale è argomento complesso ed in tale disamina ben si colloca il fotosegnalamento. Le forze dell’ordine cureranno la corretta compilazione dei cartellini predisposti dal Ministero dell’Interno(12): acquisiranno le impronte digitali/palmari al soggetto nei cui confronti si trovano ad operare, unitamente alla fotografia, ai dati anagrafici e descrittivi. I dati si riferiranno ai documenti esibiti dall’interessato ovvero dal medesimo dichiarati, ed è in questa fase che è possibile la generazione di un “alias”: anagrafica finalizzata a non favorire un rintraccio/riconoscimento(13). Infatti, anche se non vi sia l’obbligo di portare con sé documenti d’identità, è previsto che a richiesta delle forze di polizia, art. 651 c.p., si debbano declinare le proprie generalità e quanto possa essere utile a favorire la propria identificazione(14). È possibile incorrere nella violazione dell’art. 294 e 221 reg. esec. TULPS allorquando il soggetto si rifiuti di consegnare un documento e lo stesso possa esser pericoloso (artt. 133 e 203 c.p.) o sospetto come si desume dall’art. 4 della l. 152/75(15), nel caso, a sua volta, il soggetto rifiuti la sottoposizione ai rilievi si procederebbe ex art. 17 TULPS. Per quanto concerne gli stranieri: la L.189/2002 ha imposto che in sede di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno si proceda ai rilievi segnaletici mentre l’art 6 co.3 del T.U. prevede l’obbligo di circolare con un documento d’identità e del titolo autorizzativo per la permanenza sul territorio nazionale(16) in mancanza di essi(17) è possibile procedere al fotosegnalamento per “identificazione”, art. 6 co. 4, e laddove la posizione del soggetto risultasse irregolare, ipotesi residuale ex art. 10-bis T.U., continuare con verifica in EURODAC(18). L’iter avviato culminerebbe con l’invito a lasciare il territorio nazionale ovvero, nel caso di dubbie generalità, salvo pendenze penali, con l’associazione del medesimo ad un centro di permanenza per rimpatri(19). Per addivenire alle “esatte generalità” da associare al soma, a causa dei differenti ordinamenti anagrafici e/o giudiziari di taluni paesi(20), è necessaria una circolarità informativa tra autorità inquirenti, uffici anagrafe, Interpol e Consolati.

Ad esempio, nel Burkina Faso l’istituzione di registri anagrafici risale al 2010, in altri contesti la difficoltà è insita nella particolare realtà ambientale e lo scambio di dati anagrafici/biometrici(21) rientra in accordi sovranazionali finalizzati alla mutua assistenza in ambito penale, al contrasto alla criminalità/terrorismo, identificazione/localizzazione di persone(22). In quest’ottica sono istituiti uffici di collegamento (es. SIRENE(23) ed i Centri di Cooperazione Doganale(24)), progetti (come EURODAC o VIS(25)), connessioni giuridiche come il mandato di arresto europeo, l’ordine europeo d’indagine penale e la ratifica del trattato di Prum (L. 85/2009), grazie alla quale è stata possibile la realizzazione della banca dati del DNA.

Obbligatorietà dei rilievi

Come accennato, l’accertamento dattiloscopico mediante sistema AFIS(26) consente una “identificazione fisica” del soggetto, prescindendo dall’anagrafica declinata o risultante da un documento, grazie ad una comparazione tra elementi omogenei, i contatti papillari: i termini a confronto sono le impronte appena rilevate con quelle presenti in banca dati; l’obiettivo è assicurare quanto richiamato dall’art. 66 c.p.p. e suffragato da giurisprudenza consolidata(27). L’AFIS concretizza differenti ricerche: dal cartellino segnaletico è possibile giungere o all’identificazione del soggetto, correlandolo agli alias presenti(28), ovvero scoprire una relazione tra quell’individuo ed un crimine, riconducendo le sue impronte ad uno dei frammenti(29), individuati con modalità ottico o chimico-fisico, su reperti sequestrati ed ancora non attribuiti.

Ai fini dell’alimentazione della banca dati si osserva una mancanza di obbligatorietà del fotosegnalmento il quale si riferisce ad una “discrezionalità ragionata” (ndr) della forza di polizia operante di concerto con l’A.G.(30) e quindi in funzione dell’esigenze investigative de quo. In proposito si rammenta come la polizia giudiziaria, a termini dell’art. 349 c.p.p., nel procedere all’identificazione della persona sottoposta ad indagine, può eseguire, ove occorra, rilievi per l’appunto dattiloscopici; una costruzione semantica similare è presente nell’art. 4 TULPS, dove si evince che l’autorità di P.S. ha la facoltà di ordinare i rilievi segnaletici, perché presupposto del fotosegnalamento è l’identificare chi non è grado di palesarsi (es. evidente stato confusionale) o, più semplicemente, non vuole farlo. Tuttavia il fotosegnalamento appare opportuno anche nei casi non enucleati o rientranti nell’art. 11 L.191/78: soltanto attraverso esso, e la comparazione AFIS, è possibile accertare sostituzioni di identità, alias, permettere l’individuazione di frammenti irrisolti e contribuire alla maggiore tutela di soggetti particolarmente vulnerabili. In quest’ultimo caso spicca l’identificazione del minore(31) dove si ha un “sistema multilivello” (documentale/biometrico-sanitario) in linea con le disposizioni vigenti(32-33) ed in accordo con la magistratura specializzata(34), tanto più se ideale prologo alla verifica della regolare presenza sul territorio(35) oppure per attività ex artt. 330 e 403 c.c.

Conclusioni

Si evidenzia come l’introduzione della banca dati del DNA(36) abbia previsto un’obbligatorietà de facto del fotosegnalmento, altrimenti in essere solo per il T.U. sull’immigrazione, per i soggetti colpiti da misure de libertate o comunque rientranti nell’art. 5 DPR 87/2016. Viene prevista dapprima l’assunzione delle impronte e solo successivamente a rito di convalida o trasferimento presso una struttura penitenziaria, il prelievo di materiale biologico, garantendo, con una doppia chiave biometrica, quell’identità fisica certa più volte richiamata.

Note

1..le impronte digitali contengono..informazioni uniche sulle persone fisiche e consentono la loro precisa identificazione..”, così la CEDU (Marper VS G.B.) il 4.12.08, pag 213 – §68/ 84.; Cass. n.29843/2016.

2Pubblica Sicurezza, prevenzione del crimine, nella fattispecie il fotosegnalamento viene associato all’istituto dell’art. 4 c.1 del T.U.L.P.S.

3Polizia Giudiziaria, repressione a seguito della commissione di un fatto reato (art. 55 c.p.p.). L’art. 349 c.p.p. evidenzia la possibilità di poter sottoporre ai rilievi dattiloscopici (le quali modalità sono descritte all’art. 7 del Reg. Esec. del TULPS) la persona nei cui confronti vengono svolte delle indagini.

4DPR 223/1989 e 396/2000 e, prim’ancora, i registri parrocchiali. Circa le generalità dei “senza fissa dimora” si rimanda al D.M.Interno del 6.7.10.

5La carta d’identità è considerata un documento d’identificazione ai fini di polizia ex art. 288  del reg. esec. del T.U.L.P.S, la stessa viene rilasciata dal Sindaco (art. 3 TULPS ed art. 50 D.lgs 267/2000) per conto del Ministero dell’Interno.

6Nel caso di soggetto senza alcun documento sarà cura di quel Comune avviare un procedimento amministrativo finalizzato al rilascio della C.I. in linea con Cass. SS.UU 35488/2007 (Gazz. Amm.va 2/2015). D’interesse è la circolare 6149/1.13.4 del 7.4.2011 dell’UTG di Siena: “…tutto il sistema dei documenti d’identità..è fondato sull’identificazione rigorosa dell’interessato che … deve fondarsi su processi che garantiscono l’assoluta neutralità ed oggettività. Ne consegue…che in mancanza di altri documenti…è possibile ricorrere alla copia dei vecchi cartellini custoditi dal Comune o ad altri documenti scaduti…o, quale estrema ratio, alla identificazione tramite organi di polizia...” infatti, l’art. 289 del Reg. esec. TULPS prevede “…La carta d’identità dev’essere rilasciata dopo rigorosi accertamenti sull’identità della persona richiedente, da eseguire, ove sia necessario, a mezzo degli organi di polizia”.

7Riferimento all’art. 4 c.2 TULPS ed ai soggetti individuati dal Dlgs 159/2011.

8Si considerino i vari “step sociali” riconducibili all’età: diritto al voto, possibilità di conseguire diverse tipologie di patenti di guida, iniziando dai 14 anni, età cui la Legge penale riconduce anche la possibilità di valutare la punibilità del soggetto (artt. 97 e 98 c.p.). Dalla corretta tenuta dei registri anagrafici discendono, ad esempio, la compilazione delle liste di leva, anagrafe, elettorali, comunicazioni Corte d’Appello per i Giudici Popolari, comunicazioni UCO-Motorizzazione ed ASL.

9Già Ottolenghi nel 1930 scriveva “…gli uffici di PS hanno l’obbligo di segnalare tutti i cadaveri delle persone da identificare...” e la tematica spazia nei contesti più disparati, dal suicidio all’omicidio al disastro di massa (si pensi all’identificazioni delle vittime del disastro aereo di Linate o dei terremoti dell’Aquila od Amatrice). D’interesse è stata la circolare nr. 070098 del 05.12.2007 del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse dove si leggeva “…si rende necessario effettuare il censimento dei cadaveri non identificati allo scopo di confrontarli con le persone scomparse..” cui si aggiungono le note diramate dallo stesso ufficio relativamente alle modalità di alimentazione del registro nazionale cadaveri, posto alla base del Sistema Ricerca Scomparsi.

10DPR 445/2000 e circ. M/2413/8 del 14.03.2000 del Ministero Interno.

11Come disposto dall’art. 16 della Costituzione, art. 158 TULPS ed art. 1 della L. 1185/1967.

12Si ricorda che il Consiglio di Stato con sentenza del 31.03.13 ha stabilito che la scheda dattiloscopica non rientra tra i documenti escludibili ex L.241/90 e non può ricondursi alla categoria descritta dall’art. 3 D.M.415/1994 (ES: relazioni servizio/annotazioni).

13Reati tipo: artt. 494, 495, 495-ter, 496, 497-bis c.p.

14Cass. n.42808/17.

15Si consideri per le ipotesi connesse ai servizi di polizia stradale “..l’inosservanza dell’ordine di esibire il documento di guida o di circolazione costituisce un illecito amministrativo, come tale espressamente sanzionato…solo quando l’esibizione del documento è chiesta per esigenze amministrative, cioè per accertare eventuali irregolarità o illeciti di natura amministrativa, mentre se la richiesta di esibizione ha anche finalità diverse ed è diretta, in particolare, ad accertare l’eventuale esistenza di ipotesi di reato, non è applicabile l’art. 180 cds., bensì la norma incriminatrice dell’art. 650 c.p…”(Cass. n.28136/06).

16Circa la necessità di esibire entrambe le categorie enumerate, la Cass. SS.UU. 16453/11 ha individuato tale obbligo a carico solo di chi regolarmente soggiornante e, come già aveva indicato il Tribunale dei Minorenni di Cagliari il 04.01.2001, avente maggiore età.

17Salvo giustificato motivo non dipendente da comportamento volontario/dimenticanza (Cass. n.38303/2007 e 601/2010). D’interesse anche la CEDU (Sarigiannis VS Italia) “…fornire le proprie generalità alla polizia costituisce un obbligo specifico e concreto, anche al di fuori di possibile commissione di reato…”. Ancora sul punto: Corte Costituzionale Ordinanza del 13.01.2004, n. 5.; Cass. n.12511/2010; Trib. Monza n.544/2010.

18La convenzione di Dublino punta ad armonizzare le politiche in materia d’asilo (Consiglio Europeo di Strasburgo dell’8-9/12/1989) individuando le attribuzioni degli Stati membri circa l’istruttoria di una richiesta d’asilo. Il progetto “Eurodac” (Reg. CE 2725/2000) nasce per dare operatività alla convezione in disamina: il sistema è basato su un’unità centrale informatizzata che riceve le richieste in formato elettronico, corredate delle impronte digitali dei richiedenti – di età superiore ai 14 anni- le stesse vengono archiviate, per 10 anni, per eventuali confronti se la domanda non ha esito positivo. Gli eventi conseguenti alle varie “primavere arabe” hanno portato il decisore politico europeo a rivedere la gestione delle frontiere esterne (Reg. UE 603 e 604/2013, e 2016/0133 (COD 604), c.d. “Dublino III” e “Dublino IV”).

19Nuova cornice normativa nel settore è il dl 13/2017. “Tra i casi di espulsione con intimazione il legislatore sembra aver previsto il trattenimento presso un centro di permanenza solo dello straniero entrato regolarmente e divenuto in seguito irregolare e non anche di quello entrato irregolarmente ma in possesso di documenti validi attestanti la sua identità” – C. Corsi, Lo stato e lo straniero, Cedam, 2001 – comunque in applicazione al T.U. immigrazione in linea con direttive (2008/115/CE) e Giurisprudenza comunitarie (Corte Giustizia C-61/11 PPU).

20A titolo esemplificativo, se a procedere fosse un comando di Polizia sito in un piccolo centro, Reparto quindi ben radicato sul territorio e con una buona conoscenza della popolazione nella propria giurisdizione, parrebbe ovvio che i militari operanti allorquando dovranno sottoporre a fotosegnalamento un connazionale accrediteranno quelle generalità come “esatte” perché facilmente desumibili dal certo contatto ambientale esistente (es: diretta conoscenza della famiglia, possibilità di procedere a speditive verifiche presso gli Uffici Comunali).

21http://fingerprint.nist.gov.

22L’UNICEF, nel rapporto every child’s birth right, inequities and trends in birth registration, ha raccolto i dati di 161 paesi dai quali emerge che 230 MLN di bambini sotto i 5 anni d’età non sono mai stati registrati alla nascita: uno su tre al mondo, si pensi al caso della 12enne ragazzina indiana che, nel dicembre 2013, è stata violentata ed arsa viva: alla sua identificazione si è giunti grazie al registro della classe frequentata, non già da documenti ufficiali. I paesi con i tassi di registrazioni più bassi sono Somalia, 3%, Liberia, 4%, Etiopia, 7%, Zambia e Pakistan con il 14 e 27%.

23È radicato in seno al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (D.M. 25.10.2000): Supplementary Information Request at the National Entries, parte integrante del Sistema Informativo Schengen e dell’omonimo Accordo internazionale che lo ha originato.

24I CCPD sono Reparti interforze alle dipendenze del Servizio di Cooperazione internazionale di Polizia operanti nell’ambito di accordi multilaterali per agevolare il flusso informativo d’intelligence transfrontaliera.

25La decisione 2004/512/CE dell’8/6/2004 istituisce il Sistema di Informazioni dei Visti, la commissione Europea riunita a Bruxelles il 22/09/2006 ha indicato le linee guida per l’inserimento dei dati biometrici: le caratteristiche tecniche sono del tutto simili a quelle utilizzate per i tradizionali sistemi A.F.I.S.

26La funzionalità del software è quello di automatizzare la ricerca, confrontando in modo sistematico le immagini delle impronte appena rilevate (sulla base di specifiche codifiche) con quelle già memorizzate dal sistema. Si consideri che le operazioni successive, nuovo inserimento, correlazione tra termini, creazione lista precedenti, sono “operatore dipendenti”.

27Cass. n.3949/2008 e 45513/2014.

28La sicura identificazione della persona viene evidenziata dal C.U.I. (Codice Univoco Identificativo) sull’elenco dei precedenti dattiloscopici. Il CUI, dando seguito a quanto previsto dal DPR 313/02, permette una condivisione informativa tra S.D.I. ed i Registri Generali dei procedimenti Penali presso Le Procure (docweb 1658464 Garante Privacy).

29Giudicate utile ai confronti perché offrono sufficienti caratteristiche generali e di dettaglio.

30Art. 50 c.p.p.; Dlgs 106/2006 come modificato dalla L. 103/2017.

31Es. minore straniero richiedente asilo, minore straniero potenziale vittima di tratta, minori stranieri non accompagnati (DPCM 234/2016).

32DPR 448/1988 e Dlgs 272/1989.

33Convenzione diritti dell’Infanzia, N.Y. 2005, circ. M.I. del 09.07.2007 ed art. 8 DPR 448/1988 stante eventuali attività peritali, “qualora … permangono dubbi sull’età del minore, questa è presunta ad ogni effetto”.

34 Es. Prot.1630/2014 Procura della Repubblica presso il Tribunale Minorenni di Torino.

35Divieto di espulsione e respingimento di minori o donne in stato di gravidanza, art. 19 T.U. sull’immigrazione.

36 http://www.poliziadistato.it/statics/14/inserto-banca-dati-dna.pdf

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