Atti navigabili : con la modifica dell’articolo 4 del D.M. n. 55/2014, apportata dal D.M. n. 37/2018, è stato disposto che, nel caso in cui l’atto digitale contenga dei collegamenti ipertestuali, ossia abbia il requisito della cd. “navigabilità”, il Giudice possa disporre l’aumento del compenso nella misura del 30%.
Il requisito della navigabilità, in effetti, agevola notevolmente la consultazione e lo studio dell’atto, soprattutto di quelli complessi strutturalmente o dal punto di vista istruttorio.
Attraverso i link ipertestuali e la predisposizione di un sommario, infatti, è possibile sia visualizzare immediatamente il documento citato nel corpo dell’atto, sia passare alla lettura dello specifico punto di interesse contenuto nell’atto stesso (ad esempio uno specifico motivo di diritto, le conclusioni, ecc.).
I programmi che consentono di creare i collegamenti sono vari e tra essi ci sono anche MS Word, Latex e Libre Office.
L’atto navigabile non solo è perfettamente in linea con le disposizioni dettate per il processo civile telematico, ma si colloca nel tracciato di valorizzazione del progetto di digitalizzazione.
Tale novità normativa sta cominciando a trovare riscontro nei tribunali: lo scorso mese, ad esempio, il Tribunale di Verona ha riconosciuto l’aumento del 30% degli onorari nell’emettere un decreto ingiuntivo telematico con formula provvisoriamente esecutiva.
31 luglio 2018










