Cassazione ed esame del DNA: prova “regina”, “elemento indiziario” o “mero dato processuale”

La recente sentenza della Cassazione Penale, n.16810 del 17.04.2019, richiama, seppur sinteticamente, il valore che la giurisprudenza conferisce all’esito dell’indagine genetica condotta sul DNA del presunto autore di un reato.

In particolare, la Suprema Corte rammenta come al suddetto esame sia attribuita una valenza processuale differenziata a seconda della procedura di analisi, del rispetto dei protocolli internazionali in materia di reputazione e conservazione nonché in base al suo esito.

Esame del DNA come “prova”

Se l’esame viene svolto sulla base delle regole procedurali prescritte dai Protocolli scientifici internazionali in materia di repertazione e conservazione dei supporti da esaminare, nonchè di ripetizione delle analisi, “in considerazione dell’elevatissimo numero delle ricorrenze statistiche confermative, tale da rendere infinitesimale la possibilità di un errore, gli esiti dell’indagine genetica condotta sul DNA hanno natura di prova, e non di mero elemento indiziario ai sensi dell’art. 192, comma secondo, cod. proc. pen, sicché sulla loro base può essere affermata la responsabilità penale dell’imputato, senza necessità di ulteriori elementi convergenti”.

Esame del DNA come “elemento indiziario”

Peraltro, “soltanto nei casi in cui l’indagine genetica non offra risultati assolutamente certi” ai suoi esiti può essere attribuita valenza indiziaria.

Esame del DNA come “mero dato processuale”

Infine, “quando l’analisi comparativa del DNA risulti svolta in violazione delle regole procedurali prescritte dai Protocolli scientifici internazionali in materia di repertazione e conservazione dei supporti da esaminare, nonchè di ripetizione delle analisi, non può ritenersi che gli esiti di “compatibilità” del profilo genetico comparato abbiano il carattere di certezza necessario per conferire loro valenza probatoria; in questo caso, detti elementi costituiscono un mero dato processuale, privo di autonoma capacità dimostrativa e suscettibile di apprezzamento solo in chiave di eventuale conferma di altri elementi probatori”.

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