Revenge porn : c’è intesa in Parlamento tra le forze politiche

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Mentre in Parlamento un accordo tra le forze politiche.

Il revenge porn, talvolta indicatografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali o in pose sessualmente esplicite.

Molte le circostanze in cui il fenomeno si verifica, spesso in occasione della chiusura di una relazione e dunque per vendetta di ex coniugi, compagni/e o fidanzati/e. 

Una delle vicende più note è quella di Tiziana Cantori di ricerca. 

Più di recente, nel marzo del 2019, è stata vittima una deputata, l’onorevole Giulia Sarti.

L’ordinamento dei dati: in tutti e tre i casi, le fattispecie esistenti non sembrano cogliere in pieno la gravità e la peculiarità del fenomeno. 

Allo stato due proposte di legge: una d’iniziativa di maggioranza (S.1076) e una d’inziziativa dell’opposizione (S.1134).

Sinteticamente, entrambi i progetti prevedono l’introduzione di un nuovo articolo nel codice penale, il 612-ter, con una serie di ipotesi di reato che nella versione base prevede, come condizione di procedibilità, la querela della parte offesa (entro sei mesi in luogo dei tre ordinari) e la procedibilità d’ufficio per le ipotesi più gravi.

Numerose e articolate sono le previsioni di aggravanti.

Il DDL S.1076 introduce anche misure e obblighi in capo ai gestori dei servizi internet e social, con procedure e rimedi specifici per consentire la rimozione dei contenuti.

Infine, sempre il DDL S.1076, prevede l’emanazione di linee guida, da parte del Ministero dell’istruzione, per la prevenzione del fenomeno nelle scuole.

Senato 1076

Senato 1134

2 aprile 2019

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