Commissario giudiziale 231 diverso dal controllo giudiziario antimafia: note alla sentenza Cassazione n. 16105/2019

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La sentenza della Cassazione Penale n.16105, pubblicata il 12.04.2019, interviene sull’istituto della nomina di un commissario giudiziale ai sensi dell’articolo 15 del D.Lgs. 231/2001.

Com’è noto, possono richiedere al tribunale competente per le misure di prevenzione l’applicazione del controllo giudiziario…..”.

L’informazione antimafia interdittiva, di cui all’articolo 91 del suddettore dalla possibilità di intrattenere rapporti contrattuali con l’Amministrazione.

Il quadro normativo appare abbastanza chiaro e, in linea con le conclusioni ribadite dalla sentenza in commento prefettizio sia ancora pendente dovendosi, viceversa, tale richiesta essere dichiarata inammissibile qualora sia intervenuta una pronuncia giudiziale definitiva sull’opposizione in sede amministrativa all’interdittiva.

Nel caso di specie, una società aveva chiesto dell’impugnazione che essa aveva promosso avverso l’interdittiva antimafia prefettizia.

Tale richiesta era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale – Sezione misure di prevenzione, da cui il ricorso per Cassazione nell’interesse dell’ente.

La difesa della società aveva fatto tra la normativa suddetta e l’art. 15 del d.lgs. 231/2001.

Sotto di impugnazione.

Diversamente, sempre secondo la società istante, quando il Legislato delle società, in una situazione simile a quella di cui all’art. 34-bis del Codice Antimafia, prevede che in caso di applicazione di sanzione interdittiva a carico dell’Ente vi è la possibilità di nominare un Commissario giudiziale, a determinate condizioni, ma che la prosecuzione dell’attività da parte del Commissario non possa essere disposta qualora la sanzione interdittiva venga applicata in via definitiva.

Pertanto interdittivo.

La Suprema Corte ha invece ritenuto ossia nel caso di applicazione della sanzione interdittiva in via definitiva.

Si tratta quindi di fattispecie diverse che trovano un’analogia se non appuntoriali restituendole bonificate al libero esercizio.”

Inoltre la Cassazione ribadisce che le finalità pubbliche dell’istituto prefettizio.

Ulteriore e definitivo argomento e del giudice amministrativo.

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