Esigenza di un protocollo nell’indagine grafica forense

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Maurizio Castaldi – Giuseppe Santorelli

Il presente articolo è stato dall’Associazione Grafologica Italiana.

Nell’ambito di una decisione.

Ogni scienza capace di rispondere alle esigenze giudiziarie è “Scienza Forense”. Questa recente definizione proviene dall’American Academy of Forensic Science e rappresenta il superamento di polizia.

Mai, come dai tempi più remoti, si assiste oggi ad un fitto.

La scienza nella cultura contemporanea è divenuta il paradigma del sapere e pertanto essa non nasconde pericolose insidie.

L’utilizzo del termine scienze impone una particolare attenzione non solo sul rigore meto.

Pertanto.       

Il trasferimento scientifico intende comunicare.

Fino a prima della nascita del meto e nell’esperienza.

 Il primo, quello dell’ostinazione, è rappresentato con accadimenti successivi.

Il secondo, dell’intuizione, è detto su evidenze e verità riferibili alla cosiddetta “saggezza popolare”. Tali procedure hanno il vantaggio di essere immediate ma lo svantaggio di produrre, in diversi casi, valutazioni erronee nella spiegazione dei fenomeni e l’assenza di oggettivazione.

Il terzo meto che un grande filosofo o uno studioso importante. I suoi enunciati vengono considerati inattaccabili e assumono quindi il valore di verità dogmatica.

Il quarto potrebbe essere vera, ma essa è lontana dall’essere certa se non viene verificata preventivamente la validità delle premesse.

Il quinto che può portare a false conclusioni.

Diversamente, con la nascita del metodo scientifico la conoscenza assume una visione differente. 

La scientificità di una disciplina non è data tantodo deve possedere due requisiti fondamentali: quello del rigore e quello dell’oggettività.

Il rigore scientifico rappresenta un requisito imprescindibile all’interno di ogni disciplina (in particolare nelle scienze forensi), secondo il quale ciascuna affermazione deve risultare giustificata e logicamente correlata.

Il “meto percettivo a organizzare gli stimoli dell’ambiante e a formare aspettative su di esso, sviluppando ipotesi e teorie che servano da guida per agire in un ambiente complesso.

L’affermazione dell’esperto ammessi dalla comunità scientifica, oppure si basa su espliciti nessi logici che la colleghino deduttivamente ad altre preposizioni la cui giustificazione sia stata raggiunta.

Una maggiore difficoltà è data, invece, dallo sforzo di definire il concetto stesso di verità.

L’oggettività scientifica può essere qualificata secondo i concetti di intersoggettività ovvero di invarianza.

Nella prima accezione, l’oggettività rappresenta una modalità di conoscenza indipendente dal soggetto.

Nella seconda accezione, un’affermazione è oggettiva quando risulti condivisibile da parte di qualunque soggetto e dell’affermazione.

Un evento, ma esso vale indipendentemente dalle nostre credenze, desideri e osservazioni.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire perché l’intuito, inteso come unica fonte di ispirazione dell’investigazione forense, non deve entrare nell’indagine criminalistica.

Vi è da dire che nell’ambito umano.

Tale filosofia di pensiero, di evidente (e forse inconsapevole) derivazione bergsoniana, secondo la quale «l’intuizione – cioè “la simpatia per la quale ci trasportiamo all’interno di un oggetto.

Tutti i fenomeni di percezione cosciente sono fruttore influenzino i percorsi di rilevazione stessi e di valutazione dei dati analitici.

In effetti la scansione dei processi psichici che sottendono la formazione della conoscenza e che si sostanziano nella testimonianza specialistica che l’esperto giudiziario (attraverso la Consulenza o la Perizia), si sviluppano in tre momenti: la percezione, la memorizzazione e la rappresentazione dei dati. 

È interessante approfondire, per gli scopi di questo lavoro, il fenomeno della percezione e della comprensione di una realtà fenomenica. 

La percezione dell’esperienza, da cui scaturisce la narrazione dell’esperto, si esaurisca in una piatta registrazione di dati.

In effetti, il meccanismo della percezione, è organizzato secondo passaggio, quindi, che vi è l’acquisizione di una sensazione.

Una volta innescato snodo psichico che si deve ricercare la diversità nella formazione della conoscenza, tra diversi esperti appartenenti ad una medesima categoria professionale.

Chi agisce di intuito esperienziale e senza alcuna racconta obiettiva, valutazione e falsificazione dei dati oggettivi utili per la conferma delle ipotesi.

Ad esempio, un medesimo quesito ad applicare il medesimo criterio (anti-scientifico) anche nelle fasi successive di indagine e di rappresentazione dei dati emersi.

In tale contesto.

Peraltro l’intuito e senza esternare l’iter logico-scientifico che sottende l’uso di una tale locuzione la quale, priva di oggettivazione, rimane ancorata ad una mera percezione ideale di chi l’ha proposta. 

Ciò è dovuto secondo “il proprio modo”, senza l’applicazione di un valido criterio logico e oggettivo d’indagine.

È proprio per tali ragioni che l’intuito scientifico, dall’altro.

Wittgenstein nella sua opera “Della certezza”, ricorda: “Se un tizio chiedesse: «Ma questo è vero?» potremmo rispondergli: «Si»; e se esigesse che gli diamo delle ragioni; potremmo rispondergli: «Non posso darti nessuna ragione, ma se imparerai di più, sarai anche tu di questa opinione»”.

Tale ragionamento giudiziario.

Diversamente, l’esperto e della spiegazione scientifica, i vincoli normativi e i precedenti giurisprudenziali che marcano le differenze tra le inferenze praticate in quel campo della scienza (o della tecnica) e quelle che devono ritenersi adeguate a una valutazione dei fatti in termini giuridici.

In ambito.

L’esperto giudiziario modelli concettuali meta-scientifici di dubbia o di impossibile confrontabilità dei risultati.

È scientifico, invece, quel metore.

La certezza tuttavia non è riferita ad una verità di tipo fattuale, in quantodo che conduca all’assoluta verità delle conclusioni.

Inoltre, l’applicazione di un meto, oltre naturalmente che delle altre parti processuali. 

La funzione di controllo consiste nel verificare se in un caso concreto ai dati assunti.

Da qui l’esigenza di adottare un proto condizionate dalla valutazione estimativa.

La perizia grafica è una branca delle scienze forensi; pertanto o tardi i propri errori, diversamente i fatti non correttamente accertati nel processo, sono quasi sempre irrimediabilmente persi”.

L’errore giudiziario ha conseguenze disastrose, sia nel processo civile che in quello penale, che non sempre è possibile correggere. Pertanto deve muoversi con cautela di fronte all’utilizzo di tecniche e di strumenti particolari, inerenti un tradizionale sapere “debole” su temi fondamentali per il processo, elaborati dalle scienze forensi ed in particolare nelle indagini sul falso documentale e sulla verificazione della manoscrittura.

L’obiettivo fondamentale dell’ordinamento giudiziario è, quindi, quello di predisporre un meccanismo processuale che consenta un giudizio vero ed autentico, cioè una decisione del giudice che sia più vicina alla verità.

Incombe perciò su tutti gli operato.

Il rispetto di tutela per i singoli esperti, sia di garanzia verso il cittadino/committente, offrendo anche la possibilità di controllare la correttezza dell’iter investigativo da parte dell’organo giudicante e delle parti processuali. 

Come già accennatore.

Al pari dell’analisi forense delle manoscritture l’ENFSI ha delineato analoghi manuali di Best Practice inerenti le diverse discipline forensi. 

Il Consiglio dell’Unione Europea (C.U.E.), con il suo documento che i dati forensi di cui si avvalgono siano di qualità elevata, indipendentemente dalla giurisdizione in cui siano state presentate o elaborate le prove.

A tal proposito requisiti minimi di qualità per le analisi forensi, di agevolare la collaborazione a livello internazionale e di individuare le necessità principali inerenti al sistema della comunità forense.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha individuatorità giudiziaria in tutta Europa.

Per tale ragione l’Associazione Grafologia Italiana (A.G.I.), ha stabilito giudiziario.

Approfittando di questa esigenza di allineamento procedurale e le problematiche inerenti l’indagine grafica forense, che da sempre sono state dibattute e mai risolte.   

Il protocollo scientifico (così come in tutte le scienze forensi) si articola in tre macro-fasi così distinte: analisi, comparazione e valutazione

Nella prima fase, analisi, l’esaminato, individuando e discriminando altresì le ipotesi a priori. Allo stesso modo dovrà condurre la medesima analisi dettagliata sui reperti conosciuti (ad esempio manoscritture di comparazione). 

Pertanto. 

In tale fase, inoltre, dovrà raccogliere un numero sufficiente di elementi che si prestino, successivamente, ad essere confrontati.

Nella fase della comparazione l’esperto logico-tecnico-deduttivo), potrà valutare l’attendibilità delle ipotesi formulate (privilegiate).

Un esempio concreto.  

Nella prima fase rientra anche l’analisi auto tra le ipotesi delineate nella fase precedente. 

L’esigenza proto potrà scongiurare gli errori determinati dal pregiudizio di conferma (bias).

La seconda fase, quella della comparazione (matching), apparentemente sembra la più banale ma, in realtà, nasconde delle vere e proprie insidie in quanto che in un altro.

Essendo la grafica forense una disciplina sostanzialmente fondata sulla valutazione del dato.  

Per ogni elemento.

Nella terza fase, quella della valutazione, viene applicato uno standard per decidere se la quantità e qualità delle coincidente riscontrate nella fase della comparazione siano sufficienti per superare la soglia dell’identificazione.

Tale decisione, ad oggi, è ancora affidata all’esperienza dell’esperto.

Si pensi, ad esempio, all’esperto “organolettico”) una presunzione di oggettività.

Il compito nel processo.

A conclusione di queste tre macro-fasi l’esperto in indagine.

In altre parole l’esperto dei raffronti. 

Tale logica verificativa, trova le sue radici sul falsificazionismo che muove da un’ipotesi teorica per individuare in forma ipotetica-deduttiva, i suoi falsificato grado di “resistenza” a tali verifiche. 

Volendo proporre un esempio, ricollegandosi alla esemplificazione sopra riportata circa le ipotesi privilegiate, si è supposto l’ipotesi ritenuta valida deve essere in qualche modo una negazione delle restanti.

Le tre macro-fasi così delineate (analisi, comparazione e valutazione), sono conosciute nei paesi anglosassoni con il nome di meto. 

Il termine e la metodica è stata applicata alle ulteriori scienze forensi (e in particolar modo alle impronte digitali), dal 1999.   

Vi è da porsi una iniziale domanda: perché la metodo ha come scopo quello di suggerire i vari step sequenziali che devono essere applicati rigorosamente. 

Erroneamente nell’analisi di una manoscrittura l’esaminato che condizionerebbero il suo giudizio.  

Nella normale prassi di indagine, sia nel campo della grafica forense quanto si lascia (involontariamente) influenzare secondo la presenza di reperti di natura coincidente o non coincidente. Nel primo caso egli tende a focalizzare la propria attenzione solo ed esclusivamente sugli elementi di identità, tralasciando quelli divergenti; nel secondo caso, invece, egli dirige l’attenzione sulle sole differenze tralasciando quelle eventuali di comunanza.

In entrambi i casi sono ravvisabili errori causati da bias (pregiudizi) i quali indirizzano l’accertamento. 

La quarta fase del meto manca una norma che ne imponga l’adozione.

Considerazioni conclusive

Volendo tracciare un profilo conclusivo di quanto nel valutarlo grazie alla propria formazione professionale.

Una conoscenza scientifica sarà immediatamente comprensibile alle parti processuali e al magistrato, solo se presenterà caratteristiche di imparzialità, correttezza e oggettività.

L’espertocolli e procedure accreditate e validate dalla comunità scientifica. 

Questo artigiano” (G. Gennari, 2016, pag. 145).

Le linee guida esistorio tra le parti.

Quindi, idealmente, l’esperto a regole di correttezza e imparzialità e che proviene da un percorso di studi accreditati.

L’espertodo soggettivo). 

Tutto giudiziario, sono invece le indagini foniche e quelle grafiche.

È importante ricordare che le indagini biologiche e dattiloscopiche differiscono sensibilmente dalle altre branche di indagini forensi, per la struttura delle variabili oggettori eccezionali).

Nel caso della grafica forense (nonché della fonica), le variabili oggetto quando si affidi esclusivamente ad una valutazione soggettiva.

Negli ultimi anni si assiste a una enorme evoluzione del sapere scientifico in tanti dei suoi campi e l’A.G.I., aderendo alle iniziative in ambito in sede di testimonianza tecnica.

Peraltro il campo del sapere scientifico ha messo a disposizione degli esperti forensi negli ultimi anni possibilità e tecniche di indagine prima non conosciute le quali contribuiranno nel futuro a ridurre di molto futuro.   

Le esperienze straniere possono fornire utili suggerimenti nell’affrontare l’intreccio tra scienza e giustizia, ma soprattutto processuale.

Si tratta dunque di mettere insieme il meglio delle ricerche scientifiche, delle linee guida e dei proto nel processo.  

Piccoli tasselli di una complicata operazione da portare a termine da parte di chi, per formazione culturale, non è mai statore del sapere dei periti.

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Maurizio Castaldi è Avvocato Grafico Forense.

Giuseppe Santore della materia Criminalistica. 

È Regolarmente iscritto Grafico Forense.

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Giuseppe Santorelli
Giuseppe Santorelli (Napoli, 30 giugno del 1979) è Esperto in analisi e comparazioni di grafie e falso documentale in ambito forense, formatore in ambito nazionale e autore di articoli scientifici. Membro ordinario dall'Associazione Grafologica Italiana e Membro del Dipartimento Peritale, nonchè ordinario dell'Accademia Italiana di Scienze Forensi. Studioso e profondo conoscitore delle linee guida Europee dell’ENFSI nonché degli standard internazionali ASTM, in uso nel settore dell'esame forense delle manoscritture. Studioso della realtà giuridico tecnico-scientifica nord americana e degli sviluppi anglosassoni delle scienze forensi. Da diversi anni, mediante una divulgazione scientifica, condivide con la comunità di esperti grafologi nazionali un approccio multidisciplinare all'indagine grafica mediante i più aggiornati protocolli e avanzate tecnologie. Insieme al Dipartimento Peritale dell'Associazione Grafologica Italiana, già dal 2017, ha elaborato (e pubblicato) il Protocollo di indagine nell'esame forense delle manoscritture (mutuato dalle Best Practice dell'ENFSI) e le linee guida del grafologo forense.