Incidente sul lavoro: quando il committente risponde per colpa in eligendo

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La sentenza della Cassazione n.22095 del 2019 si sofferma sul meccanismo di risalita della responsabilità verso il committente nel caso di incidente sul lavoro occorso a un dipendente di una ditta appaltatrice.

Il caso è quello di lesioni colpose in danno di un dipendente di una società cui il committente si era rivolto per allestire un ponteggio.

Il malcapitato di regolare permesso di soggiorno.

La Corte di Cassazione, nel ritenere responsabile la società committente al pari dell’appaltatrice, ha affermato deve adeguare la sua condotta a due fondamentali regole di diligenza e prudenza:

a) scegliere l’appaltato della stessa;

b) non ingerirsi nella esecuzione dei lavori”.

E ancora, gli Ermellini rammentano che “in materia di infortuni sul lavoro, il committente ha l’obbligo di verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e dei lavorato di una struttura organizzativa di impresa, che gli consentisse di lavorare in sicurezza”.

Ulteriore aspetto per la colpa in esigendo.

Ai fini della responsabilità del committente dei lavori essa non si identifica con qualsiasi atto idoneo ad influire sull’esecuzione degli stessi.

Ad esempio, il committente risponde degli eventi di danno subiti dai dipendenti dell’appaltato di danno.

Applicando queste conclusioni al caso di specie, la Cassazione osservano che non possa escludersi un profilo di colpa in eligendo per l’appaltato.

Considerazione finale attiene alla mancata applicazione (di cui non vi è traccia nell’esaminata sentenza) di una responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 che, viceversa, sembra chiaramente trasparire sia per la rilevanza del reato.

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