Intercettazioni mediante captato e Governo

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Con provvedimento (da ultimo vedi articolo del gennaio 2018).

La segnalazione si inserisce nel quadro delle attribuzioni riconosciute all’Auto dei dati personali.

L’iniziativa prende spuntori di applicazioni per smartphone (segnatamente GooglePlay) di un’app, concepita per un uso da parte delle forze di polizia, in grado di effettuare intercettazioni mediante malware.

Il Garante ricorda come già in sede di approvazione di decretori informatici a fini investigativi”.

Tali modifiche attenevano diversi profili quali, ad esempio, la necessità di indicare il luogo e il tempo in cui la captwzione doveva essere attiva, nonché una serie di misure finalizzate a circoscrivere e separate la fase di “iniezione” del software da quello di vera e propria attivazione del microfono.

La considerazione di fondo è che “alcuni agenti intrusori sarebbero, infatti, in grado non solo di “concentrare”, in un unico atto del pc, pedinamenti con il sistema satellitare, intercettazioni di ogni tipo, acquisizioni di tabulati) ma anche, in talune ipotesi, di eliminare le tracce delle operazioni effettuate, a volte anche alterando i dati acquisiti”.

L’Autolinea, comunque, come la maggior parte delle sue indicazioni non siano state recepite nei testi approvati.

Tra i principali punti critici evidenziati dal Garante si evidenzia:

  • la circostanza che i software commessi siano posti su piattaforme (come Google play sto direttamente;
  • l’utilizzo di sistemi cloud per l’archiviazione, addirittura in Stati extraeuropei, dei dati captati (nota il Garante che “La delocalizzazione dei server in territo per la tutela dei diritti degli interessati, ma anche per la stessa efficacia e segretezza dell’azione investigativa”;
  • la necessità che sia garantita la completezza della “catena di custodia della prova informatica”.
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