Segnali dal Garante: illegittimo che un medico utilizzi i dati dei pazienti per propaganda elettorale in assenza di consenso

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Dalla medicina alla propaganda elettorale.

Ben 16.000 euro è la somma che dovrà pagare un medico per definire una sanzione pecuniaria che gli è stata inflitta lo scorso 14 febbraio dall’Autorità sulla Privacy.

Il fatto.

Un medico, che aveva prestato alle elezioni politiche regionali del 4 marzo 2018, senza che gli interessati avessero espresso, preventivamente, alcuno specifico consenso a riguardo.

La ricezione di tali missive ha generato il loro consenso per ricevere tali comunicazioni. 

Il Garante, acquisita la segnalazione, ha attivato.

Sino a qui nulla di anomalo.

Nel prosieguo della sua difesa, il medico ha altresì riferito in calce alla email inviata.

La valutazione del Garante

Il Garante ha giudicato per diversi profili.

Con il primo ha osservato dall’art. 13, comma 4, del Codice.”

Con il secondo rilievo, l’Auto che si tratta di una finalità perseguita dal dott. XX senza che gli interessati avessero espresso alcuna manifestazione di consenso al riguardo”

Al termine dell’istrutto il tenore delle norme violate, ovvero:

  • l’art. 161 del Codice, che punisce la violazione dell’art. 13 del medesimo Codice, che prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro;
  • l’art. 162, comma 2-bis del Codice che prevede la sanzione amministrativa del pagamentoventimila euro;

ha ritenuto di dover determinare, ai sensi dell’art. 11 della legge n. 689/1981, l’ammontare della sanzione pecuniaria nella misura minima di euro 6.000,00 (seimila) per la violazione di cui all’art. 161, e nella misura minima di euro 10.000,00 (diecimila) per la violazione di cui all’art. 162, comma 2-bis, del Codice, per un ammontare complessivo pari a euro 16.000,00 (sedicimila)

Ad ulteriore chiarimento sulla materia il Garante, nella sua Newsletter del 29.04.2019:

  • ha ricordatorale e connessa  comunicazione politica. Tale finalità non è infatti riconducibile agli scopi legittimi per i quali i dati sono stati raccolti“;
  • ha chiarito del 7 marzo 2019.

Scarica i provvedimenti integrali:

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