Un anno di GDPR, una normativa che prova ad educare i grandi. Riflessioni dalla redazione

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Forensics Group sta crescendo e ha ancora tanto in cantiere. 

Da qualche mese ha rafforzato inerenti. 

Ma non abbiamo intenzione di fermarci.

L’argomento, la nostra sfida continua e nei prossimi mesi saranno avviate ulteriori iniziative atte a porlo al centro delle nostre varie attività forensi.

Il 25 maggio 2019 ha segnatonello Soro, rilasciate in recentissime dichiarazioni pubbliche.

Mi chiedo: quale è il rapporto tra libertà e tutela della privacy? Dove inizia l’una e finisce l’altra? E tra tecnica e salvaguardia della struttura democratica? 

Domande dalla difficile ma necessaria risposta.

Tutti noi abbiamo confidato nella risposta del General Data Protection Regulation (c.d. “GDPR” cioè il Reg. UE 679/2016), la cui applicazione esclusiva compie un anno e non scherza più.

Continua, ad esempio, la sua battaglia contro il mondo social per la difesa della privacy, con ancora più forza. 

Si parte da Facebook, e da un suo imposto di rotta, ci si sposta dallo slogan ‘la privacy è morta’ a ‘il futuro è la privacy’”.

E non finisce qui.

Per il Garante Privacy, il GDPR, in un anno di “vita”:

  • ”ha imposto, rischia di legittimare un processo di monetizzazione della libertà, che rappresenta oggi la vera questione democratica”;
  • “ha sostituito fondamentale”.

Il GDPR, in quest’ottica, ha rappresentato, rischia di legittimare un processo di monetizzazione della libertà, che rappresenta oggi la vera questione democratica”.

Nel festeggiare questo personale – su cui si fonda la nuova economia”.

Infine, il Garante Privacy, nel citare l’incessante progresso della tecnologia, come gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, ha posto alla protezione dei dati svolge una funzione di “salvaguardia anche, della struttura democratica, di fronte alle continue tensioni imposte dalla sinergia di tecnica e potere” . In sostanza l’applicazione del GDPR può “impedire la trasformazione della persona in cosa, la normalizzazione dell’io”.

Il Garante Privacy non perde occasione per ribadire il rischio derivante dalle “app” che comprano dati personali: “Il diritto dagli Ott, non farebbe altro che approfondire la tendenza alla monetizzazione della privacy che ha effetti pericolosissimi sulla libertà. Si dovrebbe, invece, valorizzare, anche in sede di progettazione algoritmica, la privacy by design”.

Anche le applicazioni dell’intelligenza artificiale devono rispettare i diritti fondamentali, incluso quello alla protezione dei dati e i decisori pubblici, gli sviluppato tra l’uomo e la macchina.

Infine, l’Auto dallo slogan ‘la privacy è morta’ a ‘il futuro è la privacy’”.

Come mai il fondato a prestare più attenzione alla gestione dei dati degli utenti?

“La privacy è diventata anche un fatto qualcosa”.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito, poi, a fenomeni diversi.

I numerosi attacchi posti in essere da gruppi di hacker, con la finalità di rendere pubbliche le carenze esistenti in taluni sistemi di fondamentale importanza per la vita nazionale (si pensi alla pubblicazione di tutte le password delle Pec dell’ordine degli avvocati di Roma), probabilmente sono solo la punta di un iceberg di silenziose attività di violazione di sistemi informatici per cui poco si sa.

La sensazione è che si sia fatto in termini culturali.

Forensics Group vuole assumersi la sua parte, stimolando dibattiti, osservando e monito tutti i profili.

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