Whistleblowing: dall’ANAC indicazioni per la valutazione delle segnalazioni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con la delibera del 30 ottobre 2018 (in Gazzetta Ufficiale n. 269 del 19 novembre 2018), aveva emanato il “Regolamento” sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro di cui all’art. 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001. In tutto 14 articoli in cui sono illustrati i principi generali e specifici della procedura di valutazione e gestione delle segnalazioni d parte dell’ANAC con specifico riferimento ai casi in cui venga accertata, nell’ambito dell’istruttoria condotta, l’adozione di misure discriminatorie da parte di una delle amministrazioni pubbliche ovvero qualora venga accertata l’assenza di procedure per l’inoltro e la gestione delle segnalazioni o ancora l’adozione di procedure non conformi.

A distanza di quasi sei mesi, l’Autorità interviene con la delibera n.312 del 10.04.2019 (GU n. 97 del 26 aprile 2019) che modifica l’articolo 13 del Regolamento. L’originaria formulazione di tale articolo conteneva disposizioni sull’affidamento delle segnalazioni all’ufficio svolgente attività istruttorie in base al rispettivo regolamento di vigilanza, senza nessuna preventiva segnalazione.

L’intervenuta modifica introduce, invece, una più chiara esemplificazione dei casi in cui l’ufficio deve procedere all’archiviazione diretta. In particolare, di prevede che “L’ufficio che riceve la segnalazione procede all’archiviazione diretta delle segnalazioni/comunicazioni nei casi di: 

a) manifesta mancanza di interesse all’integrità della pubblica amministrazione;

b) manifesta incompetenza dell’Autorità sulle questioni segnalate; 

 c) manifesta infondatezza per l’assenza di elementi di fatto idonei a giustificare accertamenti; 

 d) manifesta insussistenza dei presupposti di legge per l’applicazione della sanzione; 

 e) intervento dell’Autorità non più attuale; 

 f) finalità palesemente emulativa; 

 g) accertato contenuto generico della segnalazione/comunicazione o tale da non consentire la comprensione dei fatti, ovvero

segnalazione/comunicazione corredata da documentazione non appropriata o inconferente; 

 h) produzione di sola documentazione in assenza della segnalazione di condotte illecite o irregolarità; 

 i) mancanza dei dati che costituiscono elementi essenziali della segnalazione/comunicazione. 

Da un lato sembra che l’ANAC abbia voluto introdurre un meccanismo mediante il quale effettuare un filtro o comunque una selezione delle segnalazioni ricevute. D’altro canto, tale modifica suscita interesse per l’impatto che essa può avere anche nel processo di predisposizione e integrazione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001.

Difatti, l’esemplificazione utilizzata in ambito pubblico potrà essere utilizzata, mutatis mutandis, per una più articolata e puntuale gestione delle segnalazione in ambito privato.

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