Il ddl concretezza è legge. Il Garante Privacy ribadisce le critiche

135 sì, 104 no e 3 astenuti: il ddl Concretezza in Senato è divenuto legge; interesserà le pubbliche amministrazioni, con il fine principale dichiarato di prevenire l’assenteismo.

L’obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso:

  • l’istituzione del “Nucleo della Concretezza” presso il Dipartimento della funzione pubblica: un team di professionisti che sarà di aiuto alle varie amministrazioni “in percorsi di miglioramento delle prestazioni alla collettività”;
  • misure specifiche, come sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, per verificare la presenza del lavoratore e i relativi orari di lavoro (tali controlli, in ambito scolastico, sono previsti solo per i dirigenti scolastici esclusivamente ai fini della verifica dell’accesso, nonostante la sommossa dei Presidi documentate nel nostro articolo del 18 aprile, quando avevamo concluso con: La norma andrebbe dunque riformulata, evitandone non solo l’intrinseca contraddittorietà ma anche e soprattutto l’incompatibilità con la disciplina europea. Saprà il Senato introdurre l’opportuno bilanciamento tra gli interessi in gioco nel pur ristretto limite imposto da una seconda lettura?

Il Senato non c’è riuscito, anche a parere del Garante.

Sono contrario, perché impronte digitali e, contestualmente, la videosorveglianza, per combattere l’assenteismo nella Pubblica amministrazione è una misura sproporzionata”. 

La falsa attestazione della presenza è molto grave, è un reato, e bisogna contrastarlo”. 

Ma la strada scelta dal Parlamento è eccessiva, perché utilizza sistemi di controllo di sorveglianza sproporzionati: sono solo decine i dipendenti accusati del reato su più di 3 milioni di dipendenti pubblici”. 

Così”, secondo il Garante, “una larga parte dei lavoratori verranno sottoposti a un controllo biometrico generalizzato, sistematico e indiscriminato attraverso la raccolta di un dato, che è particolarmente sensibile. I dati biometrici in Europa godono, grazie al Gdpr, di una tutela rafforzata e per questo nessun altro Paese li utilizza per questo motivo”.

Alle critiche del Garante si contrappone l’entusiasmo del ministro che ha voluto la legge: “Felice di poter finalmente dire addio ai truffatori del cartellino grazie all’introduzione dei controlli con impronte digitali”, ha affermato Giulia Bongiorno, che aggiunge: ”il provvedimento introduce, quindi, impronte digitali e videosorveglianza in funzione anti assenteismo e una riforma del reclutamento che mira a rendere più veloci le assunzioni nella pubblica amministrazione, nuovi e preziosi strumenti” che, secondo la ministra, garantiranno “migliori servizi per cittadini e imprese”.

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