Il registro delle opposizioni: aspettando il nuovo Decreto

Il Registro Pubblico delle Opposizioni, istituito con il D.P.R. n. 178/2010, è un servizio gratuito a disposizione dell’utente che permette di opporsi all’utilizzo del proprio numero di telefono e dell’indirizzo postale collegato per comunicazioni di carattere commerciale da parte di operatori che propongono determinati servizi a mezzo telefonico o postale.

È stato aggiornato con il D.P.R. n. 149/2018 che ha avuto ad oggetto proprio le comunicazioni effettuate tramite posta cartacea.

Lo scopo di tale Registro consiste nel bloccare il trattamento dei propri dati personali contenuti negli elenchi telefonici pubblici da parte degli operatori che effettuano la promozione di servizi ma non è rivolto a chi ha rilasciato i propri dati personali per finalità commerciali direttamente alle singole società.

In questo caso, è possibile opporsi all’utilizzo unicamente attivando il “diritto di opposizione” previsto dall’articolo 21 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. “GDPR”) secondo il quale:

1. L’interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni. Il titolare del trattamento si astiene dal trattare ulteriormente i dati personali salvo che egli dimostri l’esistenza di motivi legittimi cogenti per procedere al trattamento che prevalgono sugli interessi, sui diritti e sulle libertà dell’interessato oppure per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

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Tuttavia, neppure il rimedio offerto dal Registro si dimostra perfettamente allineato sia sotto il profilo delle previsioni della normativa eurounitaria, il già richiamato GDPR, sia sotto il profilo dell’odierna e principale modalità comunicativa, ossia attraverso la telefonia mobile.

In proposito, il Garante per la protezione dei dati personali è stato chiamato ad esprimere un “Parere su uno schema di regolamento recante le nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro pubblico delle opposizioni e istituzione dei prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato”. Il suddetto parere è stato reso con provvedimento n.109 del 30.04.2019.

Malgrado il Garante abbia avuto modo di partecipare al tavolo che ha seguito l’iter tecnico di predisposizione dello schema di decreto, l’Autorità ha avuto modo di evidenziare alcuni ulteriori aspetti da modificare che permangono nel testo analizzato.

La raccomandazione più forte è quella in cui il Garante afferma che “in via prioritaria, si ritiene necessario che nello schema di decreto sia precisato, con opportuna chiarezza espositiva, che l’iscrizione al Registro comporta automaticamente, ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2, del Regolamento, l’opposizione a tutti i trattamenti a fini promozionali da parte di chiunque effettuati, con revoca anche dei consensi precedentemente manifestati”.

In  buona sostanza, l’iscrizione al registro avrebbe efficacia di azzerare, in prima battuta, tutti i precedenti consensi prestati posto che l’articolo 21, paragrafo 2 del GDPR prevede che “Qualora i dati personali siano trattati per finalità di marketing diretto, l’interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano effettuato per tali finalità, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto”. 

Inoltre, il Garante propone di eliminare ogni rimando alle categorie merceologiche per facilitare l’interruzione del trattamento dei dati, posto che nelle disposizioni di rango primario non si rinviene alcun riferimento alle suddette “categorie merceologiche”. Difatti, ciò semplificherebbe in maniera significativa l’attuazione della volontà dell’utente, senza che si trovi nella situazione di dover manifestare il proprio dissenso al trattamento dei dati, considerato che le attività degli operatori possono essere riconducibili a più categorie merceologiche.

Riguardo alla durata dell’iscrizione nel Registro, il Garante sottolinea che la stessa debba essere a tempo indeterminato per cui il rinnovo è da intendersi al fine di revocare i consensi eventualmente prestati a i titolari del trattamento successivamente alla prima iscrizione al Registro.

In pratica, verrebbero fatti salvi soltanto i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca.

Non resta pertanto che attendere e sperare che sia la volta buona per riportare il concetto di “privacy” a quello che più auspicheremmo e cioè uno strumento per tutelare la propria riservatezza e non l’individuazione delle migliori accortezze per invaderla.

Per ulteriori approfondimenti http://www.registrodelleopposizioni.it/

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