La prescrizione del reato non estingue la responsabilità ai sensi del decreto 231

La sentenza della Corte di Cassazione penale n.25830 del 12.06.2019 riafferma il principio dell’autonomia della responsabilità amministrativa dell’ente dal reato presupposto.

Nel caso di specie, si trattava di un reato in materia di tutela della sicurezza sul lavoro in relazione al quale era stata accertata la responsabilità di alcuni esponenti societari per non avere valutato i rischi di caduta e scivolamento nelle operazioni di carico della merce sugli autocarri e nel non avere indicato le misure di prevenzione e di protezione attuate nonché i dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione. 

Ciò nonostante, la Cassazione prende atto dell’intervenuta prescrizione del reato e quindi dell’impossibilità di procedere nei confronti della persona fisica.

Pur tuttavia, diversa era la posizione rispetto alla conseguente responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 in relazione alla quale gli Ermellini rammentano che “in tema di responsabilità degli enti, in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett.b) dlgs. n. 231 del 2001, è tenuto a procedere all’accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l’illecito fu commesso, il che implica una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato....”.

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