La sentenza della Cassazione n. 23808 del 29.05.2019, ha affermato, trattandosi di informazioni la cui cognizione è normalmente riservata e circoscritta ai soli soggetti professionalmente coinvolti nella vicenda processuale, sui quali incombe un obbligo di riservatezza”.
Il principio è la sintesi di una vicenda che la Suprema Corte ripercorre soffermandosi su due aspetti importanti.
Il primo, su un piano generale, attiene alla valutazione degli elementi costitutivi del reato dati di cui all’articolo 167 del D.Lgs. 196/2003 nella sua versione originaria e in quella successiva alle modifiche del D.Lgs. 101/2018.
In entrambi i casi, gli Ermellini sotto.
Nel reato.
Il secondo aspetto.
Al riguardo, la giurisprudenza della Cassazione ha da sempre affermato.
3 giugno 2019









