Frodi e falsificazione dei mezzi di pagamento 231/2001

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Il Parlamento diversi dai contanti e che sostituisce la decisione quadro 2001/413/GAI del Consiglio”.

La finalità della direttiva è quella di facilitare la prevenzione dei reati nelle materie di frode e falsificazioni di mezzi di pagamento differenti dai contanti stabilendo le norme minime inerenti alla definizione di detti reati e delle relative sanzioni, oltre a quella di fornire adeguata assistenza alle vittime. 

Le norme del provvedimento, sia materiali che immateriali, diversi dai contanti, ossia quando questi siano rubati o altrimenti illecitamente ottenuti o, altresì, siano contraffatti o falsificati.

La detenzione e la diffusione, al fine di un utilizzo in maniera fraudolenta, di tali mezzi di pagamento.

L’effettuazione o l’induzione di un trasferimento.

Riguardo all’incidenza della Direttiva sulla normativa nazionale, essa interessa i reati di frode informatica (art. 640 ter c.p.) e i reati di falsità o alterazione di monete o di carte di credito ed il relativo utilizzo (artt. 453, 454, 455, 457, 459, 460, 461, 464 c.p.).

Di particolare interesse è il profilo sanzionato concerne l’Italia, il D.Lgs. 231/2001.

Allo stato al pari delle sanzioni amministrative (pecuniarie e interdittive) che saranno inasprite.

La giurisdizione prevista è quella dello Stato membro in cui ha sede la persona giuridica.

Infine, la Direttiva prevede una serie di disposizioni concernenti lo scambio d’informazioni all’interno dell’Unione per monitorare le attività fraudolente e controllare la diffusione dei reati anche attraverso l’elaborazione di apposite statistiche.

In conclusione, si segnala che il termine ultimo per conformarsi alla direttiva è 31 maggio 2021 e gli Stati membri hanno la facoltà di stabilire le modalità di riferimento alla Commissione.

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