Whistleblowing nella P.A.: le segnalazioni in crescita segnano la fine dell’omertà del Sud

Oltre due segnalazioni al giorno per un totale di 73 casi esposti mensilmente all’ANAC dal gennaio 2019 inviate da parte di dipendenti pubblici e lavoratori delle imprese fornitrici di beni o servizi a favore dell’amministrazione pubblica.  

Questo il primo dato che emerge dal 4° Rapporto annuale presentato dall’Authority che non manca di evidenziare i settori più caldi (appalti e concorsi pubblici tra i primi) e l’area geografica di provenienza (tra cui il sud e le isole spadroneggiano con il 51,7% delle segnalazioni nel 2019).

L’Anticorruzione nel corso dell’anno, dopo aver riscontrato la fondatezza di quanto ricevuto, ha inoltrato alcuni casi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per i rispettivi approfondimenti e tra queste si segnalano i casi relativi a: 

  • pressioni per la riammissione di un concorrente escluso legittimamente da una gara;
  • utilizzo illegittimo di permessi sindacali;
  • nomina illegittima del comandante del corpo di Polizia Municipale, senza selezione pubblica, senza titoli e con stipendio maggiorato;
  • presunti appalti illegittimi;
  • presunta mala gestio nonché favoritismi politici che avrebbero portato al mancato recupero di esposizioni debitorie;
  • assunzioni senza procedura di selezione e in carenza di requisiti;
  • falsa attestazione della presenza in servizio;
  • presunti concorsi pubblici truccati. 

L’istituto del Whistleblowing si conferma, dunque, di grande rilievo e impatto sociale pur se ancora caratterizzato da talune criticità su cui il Legislatore dovrà intervenire.

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