Corte UE: l’avvocato generale su PrivacyShield – GDPR

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L’avvocato generale presso la Corte di Giustizia europea interviene sulla compatibilità tra il nostro GDPR e il PrivacyShield.

La questione nasce dalla contestazione dell’attivista privacy l’austriaco Schrems a Facebook per aver violato diverse disposizioni in materia di protezione dei dati di accounts Facebook.

Il procedimento in Irlanda, sede europea del social.

L’Alta corte d’Irlanda ha demandato la decisione alla Cgue, rigettando la richiesta di Facebook sulla competenza della Corte suprema irlandese.

Per l’Alta corte, esistono motivi fondati secondo cui la legislazione degli Stati Uniti sia priva di misure pro-privacy efficaci compatibili con il Gdpr europeo.

Spetta alla Cgue decidere se i meto transatlantico dei dati – incluse le clausole contrattuali del PrivacyShield – siano legali.

A questo dei dati dei cittadini europei costringendo Facebook a rivedere le sue norme.

Dopo l’annullamento parziale da parte degli Stati Uniti.

In merito dei dati laddove emergano conflitti con le leggi del paese dove tali informazioni vengono trasferite.

Henrik Saugmandsgaard Øe ha ritenuto ai dati trasferiti.

Cosa fare adesso?

Non si tratta quindi di una questione circa la compatibilità della normativa straniera con la normativa europea sul trattamento.

Qualora, nell’ambito.

Spetta ora alla Corte di Giustizia europea di confermare la validità delle clausole contrattuali standard, ma anche di dare indicazioni dettagliate dei casi in cui non possono essere utilizzate, in modo da evitare una paralisi del mercato di dati personali.

Ciò al fine di evitare il rischio di incoerenza nell’approccio tra le varie auto dal GDPR.

Inoltre, la sospensione o il blocco del trasferimento dei danni.

Scarica il testo generale.

 

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