L’Auto o il possesso della laurea in Giurisprudenza ma va accertata, e valutata, la specifica competenza in materia in relazione alla complessità dell’incarico.
L’indirizzo è stato Privacy s un tema di grande interesse quale quello della nomina del Responsabile Protezione dei dati (RPD) di alcuni enti della pubblica amministrazione.
L’Autolo di laurea in giurisprudenza.
L’AGCM ha fornito.
In particolare il comma 5 dell’art. 37 afferma che:
«il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati, e della capacità di assolvere i compiti di cui all’articolo 39».
Il successivo comma 6 consente all’ente di designare il Responsabile anche all’esterno del proprio ambito.
Il riferimento quindi a iscrizione all’ albo e possesso di Laurea in giurisprudenza.
Ciò è stato:
«l’articolo 37, paragrafo 5, non specifica le qualità professionali da prendere in considerazione nella nomina di un RPD; tuttavia, sono pertinenti al riguardo la conoscenza da parte del RPD della normativa e delle prassi nazionali ed europee in materia di protezione dei dati e un’approfondita conoscenza del RGPD. Proficua anche la promozione di una formazione adeguata e continua rivolta ai RPD da parte delle Autorità pubblica o di un organismo pubblico, il RPD dovrebbe possedere anche una conoscenza approfondita delle norme e procedure amministrative applicabili».
Le Linee Guida proseguono prevedendo che:
«il livello necessario di conoscenza specialistica dovrebbe essere determinato.
Fra le competenze e conoscenze specialistiche pertinenti rientrano le seguenti:
- conoscenza della normativa e delle prassi nazionali ed europee in materia di protezione dei dati, compresa un’approfondita conoscenza del RGPD;
- familiarità con le operazioni di trattamento svolte;
- familiarità con tecnologie informatiche e misure di sicurezza dei dati;
- conoscenza dello specifico settolare/del responsabile;
- capacità di promuovere una cultura della protezione dati all’interno dell’organizzazione del titolare/del responsabile».
Orbene né il Regolamento né le linee guida, quindi, richiedono un’abilitazione professionale per l’esercizio del ruolo di RDP.
Analogamente, non vi è traccia di simili requisiti al punto del Garante italiano per la protezione dei dati personali.
Né, infine, il Garante per la protezione dei dati personali individua come necessari tali requisiti, così come emerge nelle FAQ (Questioni / Domande) pubblicate sul suo sito.
L’Auto di tale incarico.
Tale requisito dalla competizione soggetti esperti della materia, ma non iscritti a tale albo.
Il Garante della concorrenza ha quindi invitato.
In conclusione l’Autorità le determinazioni assunte con riguardo alle criticità concorrenziali evidenziate.









