La Suprema Corte con la sentenza scaricabile, esamina la questione della utilizzabilità degli esiti delle comunicazioni telematiche registrate sulla memoria di telefono cellulare acquisite all’esitografica della schermata delle comunicazioni concludendo che i messaggi WhatsApp e gli SMS hanno natura di documenti.
Nel rigettare la relativa eccezione dedotta in appello, il Collegio territomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche.
Si è condivisibilmente evidenziato (Sez. 3, n. 928 del 25/11/2015, dep. 2016, Giorgi, Rv. 265991).
Né, d’altra parte, può ritenersi trattarsi degli esiti di un’attività di intercettazione, la quale postula, per sua natura, la captazione di un flusso di comunicazioni in corso, là dove i dati presenti sulla memoria del telefono acquisiti ex post costituiscono mera documentazione di detti flussi.
Si deve pertantografica a cura degli inquirenti.
Scarica il testo della Sentenza della Cassazione n.1822 del 17.01.2020.










