Prendiamo spunto tra i reati di associazione a delinquere e riciclaggio al fine di valutare l’operatività della clausola di riserva sia nel caso di associazione c.d. “semplice” che nel caso di associazione mafiosa.
La Suprema Corte giudica infondato a rispondere anche dell’imputazione di riciclaggio dei beni acquisiti attraverso la realizzazione dei reati-fine del sodalizio criminoso.
L’assunto dall’art. 648-bis cod. pen. dalla condotta associativa.
Tale conclusione è in linea con precedenti pronunce in cui la Corte ha ritenuto di riciclaggio dei beni acquisiti attraverso la realizzazione dei reati fine dell’associazione.
Diverso è il caso dell’associazione mafiosa con la conseguente impossibilità dell’estensione del principio della sentenza delle Sezioni unite Iavarazzo alle associazioni a delinquere semplici, postologiche e strutturali dei delitti di associazione a delinquere e di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Difatti, mentre l’associazione di tipo mafioso si connota, rispetto con la consapevolezza e la volontà di inserirsi organicamente nella vita del gruppo delinquenziale.
Nell’associazione a delinquere di stampo mafioso è la stessa esistenza della consorteria in sé a produrre ricchezza economica individuale e collettiva mentre nell’associazione a delinquere semplice detto” è certamente inesistente a livello generale, potendosi determinare solo in conseguenza della realizzazione di determinati reati-fine.
La norma in tema di confisca, ad esempio, impone una correlazione tra bene e reato.
Nell’ipotesi di reato – si ricava, in chiave esplicativa, dalla differente proiezione sul terreno economico delle attività poste in essere dalle associazioni ex art. 416-bis cod. pen.
Di contro, le associazioni a delinquere semplici non sono di per sé produttive di proventi illeciti che, se conseguiti, costituiscono il “frutto” degli eventuali reati-fine.
Il principio si applica anche al caso oggetto dell’IVA a monte“.
In conclusione, si può quindi affermare che tra il delitto.
Scarica il testo della sentenza della Cassazione penale n.5730 del 13.02.2020.
17 febbraio 2020









