La sentenza in commento di frode informatica.
La Corte di appello di Torino confermava la sentenza che aveva condannato abusivamente la somma di euro 250 dalla carta poste pay della vittima e di averla accredita sulla carta poste pay nella sua disponibilità, che poi prelevava appropriandosene.
Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore che deduceva, tra l’altro, violazione di legge in relazione alla competenza territo della persona offesa.
La Suprema Corte ha condiviso la giurisprudenza secondo cui il reato sistema.
Anche la frode informatica si consuma, pertanto con correlativo danno patrimoniale altrui.
Tale giurisprudenza ha definitivamente superatoria del sistema.
La manipolazione del sistema informatico rappresenta infatti una modalità “speciale” e tipizzata di espressione dei comportamenti fraudolenti necessari per integrare la truffa “semplice”: si tratta di una modalità della condotta che non esaurisce e perfeziona l’illecito, come nella fattispecie “generale”.
Nessun vizio si rileva dunque nella scelta della Corte territoriale.










