Dalla newsletter, pubblicata in data 6 marzo 2020 sul sitorità Garante per la protezione dei dati personali, pubblichiamo il post relativo a un’indagine sulla gestione dei data breach nel 2019.
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Il Garante ha reso noti i risultati di un’indagine internazionale svolta dalle Autorità neozelandese (Office of the Privacy Commissioner): l’indagine tendeva a far conoscere gli aspetti legati alla gestione delle segnalazioni di “avvenute infiltrazioni” o di “brecce” (data breach) nei sistemi attraverso i quali passa la tutela dei trattamenti dei dati personali.
Considerata la mole di informazioni raccolte e conservate dai soggetti pubblici e privati, è inevitabile che in determinate circostanze si verifichino accessi, comunicazioni o acquisizioni di dati personali in forma non autorità di protezione dati e per le persone i cui dati sono stati violati.
Lo Sweep (“indagine a tappeto risposte puntuali.
Tra i motivi ipotizzati dai coordinato e sanzione sulla base delle risposte fornite.
Alla luce dei risultati emersi, le singole Autorità dovranno ora valutare quali interventi si rendano necessari per migliorare il controllo degli utenti sui dati personali che li riguardano.
I risultati dello Sweep
Fra i dati positivi emerge che l’84% dei soggetti intervistati nei diversi Paesi hanno designato un’equipe o un gruppo incaricati della gestione delle violazioni di dati nonché della ricezione delle relative segnalazioni.
Nel 75% dei casi le procedure prevedono fasi essenziali quali attività di contenimento alle politiche da seguire in modo da assicurare l’adozione di tutte le misure fondamentali per rispondere a una violazione dei dati.
Il 65% degli organismi dispone di procedure buone o eccellenti in caso di violazione dei dati al fine di prevenire quelle future. Per il rimanente 35% le procedure previste risultano insufficienti o non vengono specificate.
Gli organismi che hanno risposto della violazione, della possibilità di recuperare i dati e dell’eventuale applicazione di dispositivi di cifratura.
In 12 dei 16 Paesi che hanno partecipato una scarsa conoscenza del quadro giuridico.
La maggioranza di essi giudica utili le indicazioni fornite dalle rispettive Auto tecniche e procedure sofisticate per la gestione delle violazioni.
Molte strutture fanno registrare dati negativi quantovalutazione né per la conduzione di audit interni.
Il 45% circa degli organismi che hanno risposto di tenere registri aggiornati di tutte le violazioni (anche di quelle potenziali).
Il Gpen
La Rete globale per l’attuazione della privacy (Global Privacy Enforcement Network, Gpen) è nata nel 2010 in seguitori e imprese necessitano di un flusso costante di informazioni personali a prescindere dalle frontiere nazionali.










