Anac e contratti pubblici: poca concretezza

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Anac e contratti pubblici: tante proposte, poca concretezza
Lettera del Presidente Francesco Merloni 9 aprile 2020

Negli ultimi tempi vi è stato tasso di approssimazione.

Ricordiamo alcuni passaggi essenziali: esiste dal 1994 un’Auto dei compiti: procedimenti amministrativi snelliti, tempi più ristretti, risposte più vicine e utili a prevenire comportamenti illegittimi. La novità che, come Consiglio dell’ANAC, possiamo rivendicare è stata la costanza e la determinazione con la quale i compiti sono stati esercitati, con piena indipendenza.

Nel campo dei contratti pubblici, la normativa è tutta volta a garantire il massimo grado di apertura e di competizione nell’aggiudicazione di appalti e concessioni, in piena adesione con le direttive comunitarie: è la concorrenza tra imprese, a livello europeo, l’interesse supremo curatore.

È poi intervenutore (e del PIL nazionale, per una percentuale non irrisoria).

Il problema che si è posto maggiori vincoli  e dall’altro più deroghe ai vincoli così posti.

Ne è derivata una babele di posizioni e di interventi normativi, dalla sospensione di alcuni capisaldi del Codice del 2016 alla previsione di un regolamentore nel quale, lo si voglia o meno, si registra la larga maggioranza dei fatti corruttivi che avvengono ogni anno in Italia, con dimostrate infiltrazioni delle organizzazioni criminali.

L’ANAC dal canto, al giudice amministrativo (in caso di gravi illegittimità nelle scelte delle amministrazioni).

Nella situazione di crisi per l’emergenza sanitaria, l’ANAC è rimasta a fianco delle stazioni appaltanti e delle imprese: ha richiesto delle attività di vigilanza collaborativa, sempre su richiesta delle amministrazioni.

Si è anche sostenuto dei bandi di gara.

Per concludere, un invito pubblico teso a ricreare, con nuovo personale ad elevata competenza tecnica e con un deciso rilancio dell’utilizzazione delle tecnologie informatiche, quell’amministrazione di qualità che si è perduta negli ultimi vent’anni?

Diecimila ingegneri assegnati, con procedure rapide, ad un numero ristrettorialmente distribuiti per la dotazione informatica delle amministrazioni rappresenterebbero una prima, ma ottima risposta per una ripresa effettiva e duratura del Paese.

Francesco Merloni
Presidente f.f. dell’ANAC

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