Processo penale da remoto : il Garante Privacy chiede elementi per esercitare le sue funzioni
Con una lettera del 16 aprile inviata al Ministro della Giustizia, il Presidente dell’Autorità.
Illustre Ministro,
questa Auto dai decreti-legge nn. 11 e 18 del 2020.
In particolare, la nota in questione si interroga sulle caratteristiche delle piattaforme indicate dalla DGSIA ai predetti fini, nonché sull’opportunità della scelta di un fornito alla disciplina del d.lgs. n. 51 del 2018, dei trattamenti di dati personali realizzati mediante gli applicativi indicati, alla luce dei termini del servizio concordati tra Microsoft Corporation e il Suo Dicastero.
Ancora, i richiedenti si interrogano sulla tipologia di dati eventualmente memorizzati da Microsoft Corporation per finalità proprie, del servizio o commerciali; sui soggetti legittimati all’accesso ai metadati delle sessioni e, in particolare, sull’eventualità che Microsoft Corporation o un amministrato, magari in vinculis.
Si tratta di temi sicuramente rilevantissimi e degni, pur nella condizione emergenziale che stiamo vivendo, della massima attenzione, al fine di coniugare esigenze di giustizia, tutela della salute e protezione dati.
Questa Auto alla protezione dei dati personali.
Il d.lgs. n. 51 del 2018, infatti, nel disporre la piena applicabilità della disciplina di protezione dati, anche ai trattamenti di dati svolti nell’esercizio della funzione giurisdizionale – pur con tutte le modulazioni ivi previste (anche rispetto difficile quale quello che viviamo, non venga meno quella leale cooperazione istituzionale rivelatasi, senza eccezioni, estremamente proficua per tutti gli interessi giuridici in gioco.
Con questorità.
RingraziandoLa sin da ora per l’attenzione che vorrà riservare a questa nota, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Roma, 16 aprile 2020
Il Presidente
Antonello Soro










