La Relazione annuale dell’Autorità Garante privacy

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Nella giornata di ieri, 23 giugno 2020, l’ Auto la Relazione sull’attività svolta nel 2019.

La Relazione illustra i diversi fronti sui quali è stato.

Il 2019 ha peraltro rappresentato Ue da parte dei soggetti pubblici e privati per i quali sono oggi previste nuove responsabilità.

Gli interventi più rilevanti

Il 2019 ha visto Ue e sulle grandi questioni legate alla tutela dei diritti fondamentali delle persone nel mondo digitale: in particolare, le implicazioni etiche della tecnologia; l’economia fondata sui dati; le grandi piattaforme; i big data; l’intelligenza artificiale e le problematiche poste dagli algoritmi; la sicurezza dei sistemi e la protezione dello spazio cibernetico; la pervasività delle diverse forme di controllo e sorveglianza; il ricorso sempre più diffuso ai dati biometrici; la monetizzazione delle informazioni personali; le fake news; l’Internet delle cose; il revenge porn.

Sul fronte delle violazioni dei dati on line e sui rischi di profilazioni occulte l’anno trascorso ha registrato anche cittadini italiani.

Riguardo ai pericoli posti da Tik Tok, il social network cinese che consente di creare e condividere audio, video e immagini, usatorità privacy dell’Unione (Edpb).

Sul fronte cybersecurity e sulla scarsa attenzione alle misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni, imprese e piattaforme on line, l’Auto di casi di particolare gravità.

Significativo a questoue/databreach”>data breach notificati nel 2019 al Garante da parte di soggetti pubblici e privati: 1443.

L’Auto ispettivo.

Sempre nel 2019, il Garante ha inoltre dato una serie di puntuali prescrizioni per la messa in sicurezza di una piattaforma di partecipazione politica.

In ordine ai trattamenti di dati per fini di sicurezza nazionale e alle garanzie da assicurare ai cittadini, è stata rafforzata la cooperazione con l’intelligence con il nuovo proto con il Dis.

E’ proseguito tempestiva e coordinata a protezione delle giovani vittime.

Il Garante ha inoltre fornito più tempo ad essere connesse online.

Nel 2019 si è rafforzata ulteriormente l’attività a tutela del Nel mondo del lavoro il Garante ha definitori e alla gestione della posta elettronica.

Nel settorsivo emersi da ultimo nel caso “Exodus”.

Nel setto Ue e dalla normativa nazionale.

Per quanto garanzie per rafforzare la tutela dell’ingente mole di informazioni raccolte, in particolare migliorando le tecniche di pseudonimizzazione dei dati.

Per quantomatizzati ai fini della lotta all’evasione fiscale e sono state stabilite le regole per l’avvio della cosiddetta “lotteria degli scontrini”.

In ambitoraggio troppo invasivo sulle scelte di consumo individuali e assicurando la selettività degli accesi a informazioni relative a fasce deboli della popolazione.

Sul fronte della tutela dei consumato degli algoritmi.

Un capito nei confronti delle vittime di abusi sessuali, specie se minori.

Il 2019 ha visto Ue, anche riguardo alla nuova figura del Responsabile della protezione dei dati

Le cifre

Nel 2019 sono stati adottati 232 provvedimenti collegiali.

L’Autore bancario e finanziario; il lavoro; gli enti locali.

pareri resi dal Collegio su atti regolamentari e amministrativi sono stati 46 ed hanno riguardato di cittadinanza; la riforma del Registro pubblico delle opposizioni; il “bonus cultura”; il “whistleblowing”; l’istruzione; la procreazione assistita.

33 sono stati i pareri resi ai sensi della normativa sulla trasparenza.

Le comunicazioni di notizie di reato l’inosservanza dei provvedimenti del Garante, la falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante e un caso di accesso abusivo ad un sistema informativo e telematico.    Le ordinanze-ingiunzione sono state 36.

Le ispezioni effettuate nel 2019 sono state 147. Gli accertamenti, svolti anche con il contributore pubblico l´attività di verifica si è concentrata sul Sistema statistico nazionale (Sistan), sullo Spid, sui software per la gestione del “whistleblowing” e sulle banche dati di rilevanti dimensioni.

Per quanto; alla videosorveglianza; alle centrali rischi private; ai dati bancari.

L’attività internazionale

Non meno rilevante e intensa l’attività del Garante a livello internazionale, con 137 riunioni, ed è stata caratterizzata soprattutto in materia di protezione dei dati.

Nell’ambito all’adozione di numerose linee-guida e pareri su tematiche complesse: i codici di condotta; i principi di privacy by design e by default; i contratti online; la videosorveglianza; i trasferimenti di dati verso Paesi extra-Ue basati su norme vincolanti d’impresa (BCR).

Il Garante partecipa, inoltre, ai meccanismi di cooperazione (“sportello unico”) e coerenza previsti dal Regolamento a tale scopo.

Importante anche il lavoro svoltore delle comunicazioni elettroniche (direttiva e-Privacy)

Da sotto dei ministri la Raccomandazione sulla protezione dei dati relativi alla salute.

Significativo anche il contributo della normativa in materia di protezione dei dati.

Da segnalare anche il lavoro svolto alle attività di controllo sull’applicazione nazionale dei regolamenti Ue concernenti il sistema Schengen, Europol (Ufficio europeo di polizia) e VIS (Sistema dei visti).

GarantePrivacy-9427952-2.1

Roma, 24 giugno 2020

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