Big data e intelligenza artificiale per individuare i pazienti a rischio : cautela dal Garante

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Big data e intelligenza artificiale per individuare i pazienti a rischio : cautela dal Garante.

Dal sitorità Garante per la protezione dei dati personali.

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Sì condizionato riguardante la medicina di iniziativa nel servizio sanitario provinciale.

Il tema della medicina d’iniziativa – in sintesi, un modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che punta sulla prevenzione attraverso l’analisi dei big data e l’uso dell’intelligenza artificiale – era già stato legge.

Già in quell’occasione l’Auto dei dati sanitari a fini di medicina d’iniziativa, presentasse numerose criticità.

La norma del d.d.l. tendeva infatti a perseguire una pluralità di finalità (statistiche, di cura e amministrative) che si fondano su diversi presupposti di liceità e, per come era formulata, non consentiva di rispettare le specifiche garanzie che l’ordinamento.

Per giunta, il mancatorità.

Lo schema di regolamento, all’Hiv e alla fecondazione artificiale.

Così come è previstori, che sono regolati da norme che ne limitano la conoscibilità.

Il Garante Privacy ha quindi richiamato.

L’Auto all’individuazione dei soggetti a rischio attraverso l’uso di un algoritmo per l’analisi dei big data.

Nel regolamento che i dati potranno essere diffusi solo in forma anonima, o in una forma che non consenta di risalire all’identità dei soggetti interessati.

Il Garante, infine, ha fornito alle regole e alle garanzie in materia di protezione dei dati.

Il testo del parere è disponibile al seguente LINK.

29 ottobre 2020

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