Conservazione dati personali . Corte UE: il giusto tra sicurezza e privacy

0
105

La sentenza della Corte di Giustizia Europea chiude una vicenda in tema di bilanciamento dei diritti degli interessati.

Avevamo seguito-generale-conservazione-dati/”>seguente LINK).

La Corte di giustizia conferma che il dirittore di servizi di comunicazione elettronica una trasmissione e conservazione indiscriminata sui dati del traffico e sulla posizione per combattere la criminalità organizzata o salvaguardare la sicurezza nazionale.

Tuttavia, in situazioni in cui uno Stato al tempo strettamente necessario che può essere esteso se la minaccia persiste.

Per quanto membro può anche prevedere la conservazione mirata di tali dati.

Tale interferenza con i diritti fondamentali deve essere accompagnata da garanzie efficaci ed essere esaminata da un tribunale o da un’autorità amministrativa indipendente.

Allo stesso modo per quanto concerne una conservazione generale e indiscriminata degli indirizzi IP assegnati alla fonte di una comunicazione.

Negli ultimi anni la Corte di giustizia si è pronunciata, in diverse sentenze, sulla conservazione e l’accesso ai dati personali nel campo delle comunicazioni elettroniche.

La giurisprudenza risultante in cui la Corte ha dichiarato che considerano necessario per salvaguardare la sicurezza nazionale e combattere la criminalità.

La Corte ricorda poi che la direttiva sulla vita privata e le comunicazioni elettroniche non consente l’eccezione all’obbligo di principio di garantire la riservatezza dei dati elettronici sulle comunicazioni ed i relativi dati e al divieto di conservazione di tali dati come regola.

Ciò significa che la direttiva non auto dell’UE, compreso il principio di proporzionalità, e il diritti fondamentali garantiti dalla Carta.

Per contro, la Corte dichiara che, nelle situazioni in cui lo Statori di servizi di comunicazione elettronica di conservare, in generale e indiscriminatamente, dati sul traffico e dati sulla posizione.

In tale contesto a un controllo effettivo da parte di un tribunale o di un indipendente organo amministrativo la cui decisione è vincolante, al fine di verificare che una di quelle situazioni esiste e che le condizioni e le garanzie previste siano rispettate.

In quelle circostanze, la direttiva inoltre non preclude l’analisi automatizzata dei dati, comprendente, tra l’altro, il traffico e l’ubicazione dati, di tutti gli utenti di mezzi di comunicazione elettronica.

La Corte aggiunge che la direttiva sulla vita privata e le comunicazioni elettroniche, letta alla luce della Carta, non preclude provvedimenti legislativi che consentano il ricorso alla conservazione mirata, limitatori, secondo le categorie di persone interessate o che utilizzano un criterio geografico.

Puoi approfondire l’argomento ai seguenti link:

7 ottobre 2020.

Segui e condividi i nostri contenuti anche sui social network...