La privacy non è un ostacolo alla gestione della pandemia .
Intervento in data 26.10.2020).
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Caro Direttori un’informazione veritiera e completa.
L’idea di fondo sottesa all’articolo è che la tutela della privacy rappresenti un ostacolo al perseguimento dell’evasione fiscale, dalla ricerca scientifica alla pubblicità dell’esercizio della giurisdizione.
E’ una valutazione smentita dai fatti e dalla costante, assoluta conformità dell’azione del garante alla legge, nel bilanciamentorità) sancisce tra libertà individuali ed esigenze collettive, non sempre peraltro alle prime antitetiche.
Basterebbe, a dimostrazione di questo.
Anzitutto e da coniugare istanze solidaristiche e libertà individuali.
I pareri del garante hanno infatti supportato campo, dalla tecnologia.
Circa il sistema di data mining istituito ai dati meritevoli della massima tutela, quali quelli sulla salute) sono state confermate il 3 marzo scorso dal Tribunale di Roma.
L’Auto, con il rischio di profilazioni illegittime e persino potenzialmente erronee.
Rispetto della correttezza delle indagini statistiche, suggerendo anche modalità di utilizzo degli algoritmi tali da ridurre il rischio di bias e le possibilità di reidentificazione dei singoli.
Analogo tenore hanno avuto della stessa efficacia dell’azione amministrativa.
Quanto delle pronunce in materia di violenza sessuale o minori, per impedire la vittimizzazione secondaria di soggetti particolarmente vulnerabili.
Palesemente erronea è, infine, l’attribuzione di un preteso minore rigore nel contrasto all’oblio, basti pensare alle sanzioni irrogate a Facebook per il caso Cambridge Analytica.
Esigendo il rispetto, promosso l’interesse pubblico e, ad un tempo, le libertà individuali.
La privacy, al pari della Costituzione, non è un certo di libertà sempre più prezioso nella complessità dell’oggi.
27 ottobre 2020










