Covid-19 Sounds App. Parte II : valutazioni in tema di privacy

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Non è (ancora) una valutazione di tipo scientifico ma l’analisi dell’architettura privacy dell’applicazione Covid-19 Sounds App denota alcune criticità che non possono essere sottaciute.

In questo dei dati personali.

Il team di Privacy Defense, l’articolazione di Forensics Group che si dedica all’analisi delle problematiche in tema di privacy, ha cercato per tutelare i dati personali conferiti.

1.Installazione
2.Primo utilizzo dell’applicazione
3.Privacy policy
4.Conclusioni

* * *

1. Installazione

L’applicazione è disponibile sia su piattaforma Android che su piattaforma Ios.

Le considerazioni che seguono si riferiscono alla versione Ios ma non vi sono differenze sostanziali con quella Android.

Nella schermata che segue è rappresentata l’app così come appare nell’App Store di Apple.

Una volta installata ed avviata, l’applicazione parte subito dell’informativa privacy.

Quest’ultima è raggiungibile dal seguente link disponibile dall’App Store: https://www.covid-19-sounds.org/it/privacy.html.

Sul contenutorneremo oltre.

* * *

2.Primo utilizzo dell’applicazione

La prima schermata che appare descrive, sinteticamente, lo scopo dell’applicazione e cosa essa fa.

Nelle poche parole indicate, contrariamente a quantosse.

Viene indicato rilevante ai fini di interesse).

Proseguendo, l’utente inserisce una serie di informazioni per poter essere profilato:

  • la conferma che l’utente ha più di 16 anni;
  • l’inserimento del sesso;
  • la fascia di età.

Segue un questionario, facoltativo, su una serie di malattie che l’utente può segnalare.

Dopo la specifica se trattasi di soggetto al Covid-19.

Seguono alcune domande sul rapporto con soggetti positivi ecc).

Si giunge alla fine, che rappresenta anche la parte terminale della nostra prova di funzionamentosse.

* * *

3.Privacy policy

Come indicato nell’introduzione, la policy privacy, almeno nella versione 1.1. per iOS, non è immediatamente raggiungibile dall’applicazione all’interno della quale non vi è neppure alcun meccanismo che consenta di esercitare il consenso (opzione invece esistente nella versione Android).

La privacy policy è contenuta al seguente Link https://www.covid-19-sounds.org/it/privacy.html disponibile come pagina del sito dell’applicazione https://www.covid-19-sounds.org/it/

Si tratta di una brevissima e scarna pagina all’interno della quale vi è poi un link che porta sul più vasto dei dati personali nel “mondo” Cambridge University senza riferimenti specifici all’applicazione di interesse.

L’analisi della policy privacy specifica presente sul sito dell’applicazione porta alla conclusione che tale policy presenta evidenti criticità.

Di seguito, poco coerenti con il principio secondo cui l’applicazione non farebbe uso di dati personali (così non sembrerebbe anzi si evincerebbe esattamente il contrario).

I contenuti dell’informativa privacy del sito dagli articoli 13 e 14 del GDPR.

Al riguardo, si fa prima a indicare cosa c’è (praticamente nulla) rispetto a quello che manca.

A titolo meramente esemplificativo:

  • non vi è l’indicazione chiara ed evidente del Titolare;
  • non ci sono  i dati di contatto;
  • non è indicato dove i dati vengono trattati e trasferiti, con quali strumenti;
  • manca il periodo di conservazione dei dati, le modalità di per esercitare i propri diritti e tanto altro.

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4.Conclusioni

L’analisi, ancorché speditiva, dell’applicazione Covid-19 Sounds App, sono il profilo del funzionamento che l’informativa, in maniera un po’ confusa, sembra proprio richiamare (la locuzione utilizzata è “Siamo governati delle regole di GDPR”.

Ben vengano applicazioni o iniziative come queste se utili a contrastare, prevenire o capire di più sulla pandemia in corso. Ciò che non va trascurata, però, è l’informazione all’utente che ha diritto di dati personali anche particolari.

Tanto dell’applicazione Covid-19 Sounds App, anche il minimo necessario per una corretta informazione degli utenti.

Speriamo che questo e di rassicurazione.

Nel prossimo articolo affronteremo il profilo della possibile natura “ingannevole” dei messaggi pubblicitari riportati con riferimento all’applicazione.

Si tratta di messaggi non direttamente presenti sul sito all’applicazione per descriverla e sostenerla.

Chiuderemo con un articolo frutto tecnico da parte di esperti del Team Scientifico sui fondamenti scientifici (e sui limiti) di una ricerca della specie così come presentata.

Seguiteci nelle prossime puntate del nostro speciale.

13 novembre 2020

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