Diffamazione – la prova liberato della persona offesa “imputata”

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Con la sentenza in commento penale, ovvero indiretta, cioè fornita mediante la produzione della pronunzia irrevocabile di condanna.

Il Tribunale di Chieti ha confermato di diffamazione.

La sentenza impugnata muove dalla premessa della astratta applicabilità alla vicenda dell’art. 596 cod. pen. La soluzione, pur considerando i rilievi svolti nella memoria della parte civile, è rispondente al quadro normativo, dal momento nelle sue linee essenziali, in modo che risulti maggiormente credibile e che le espressioni adoperate evochino alla comprensione del destinatario della comunicazione azioni concrete e dalla chiara valenza negativa (Sez. 1, n. 40200 del 29/09/2010, Rizzitelli, Rv. 24424901; per un’applicazione dei medesimi principi, v. anche Sez. 5, n. 4158 del 18/09/2014 – dep. 28/01/2015, Perego, Rv. 26217001).

D’altra parte, l’art. 596 cod. pen. non pone problemi di correlazione temporale tra la data della diffamazione e quella del processo avente ad oggetto penale, ovvero indiretta, cioè fornita mediante la produzione della pronunzia irrevocabile di condanna (Sez. 5, n. 32256 del 26/01/2015, Proia, Rv. 26450301).

Ciò posto processo penale.

Conseguente l’annullamento della sentenza impugnata, con rinvio al giudice di prime cure per il nuovo esame.

scarica la sentenza della Cassazione Penale n.34297 del 2 dicembre 2020

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