Clubhouse è “il nuovo prodotto.
L’app al momento.
Una volta aperta la App, Clubhouse rende visibile l’elenco delle conversazioni che ci sono in quel momento.
Tra le informazioni fornite vi è anche quella del soggetto che li sta moderando.
La selezione delle stanze mostrate è fatta da un algoritmo sulla base di una profilazione che tiene in considerazione vari parametri quali lavoro, interessi, contatti all’interno di Clubhouse ecc.
Si può scegliere quindi di partecipare a discussioni vocali su film, politica, tecnologia, musica o qualunque altro argomento disponibile.
Una volta entrati nella conversazione, potete prenotare un vostro intervento o limitarvi ad ascoltare.
Secondo le ultime stime, dovrebbero essere già circa 600mila gli utenti iscritti.
La noto di alcune celebrità che hanno deciso di parteciparvi.
Non mancano, però, le prime contestazioni.
La giornalista del New York Times Taylor Lorenz ha denunciato la difficoltà di impedire e prevenire molestie online, razzismo e antisemitismo in un social network che non lascia alcuna traccia dei discorsi fatti (le conversazioni, per questioni di privacy, non si possono inoltre registrare).
Vediamo nel dettaglio quali sono le problematiche riscontrate sul trattamento dei dati.
Innanzitutto terzo, al seguente LINK:
https://www.notion.so/Privacy-Policy-cd4b415950204a46819478b31f6ce14f
L’informativa appare alquanto.
Nel paragrafo del trasferimento dei dati all’estero si legge:
“By using our Service, you understand and acknowledge that your Personal Data will be transferred from your location to provide our Service.”
Che tradotto letteralmente vuol dire:
“Utilizzando il nostro Servizio, comprendi e riconosci che i tuoi Dati personali saranno trasferiti dalla tua posizione alle nostre strutture e ai nostri server negli Stati Uniti e, ove applicabile, ai server dei partner tecnologici che utilizziamo per fornire il nostro Servizio.“
E ciò, quindi, senza che vi sia alcun minimo rispetto dei dettami del GDPR e di tutti i principi applicabili al caso di specie.
Uguale genericità viene utilizzata per la politica di data retention:
“We keep Personal Data for as long as reasonably necessary for the purposes described in this Privacy Policy, while we have a business need to do so, or as required by law (e.g. for tax, legal, accounting, or other purposes), whichever is longer.“
cioè:
“Conserviamo i Dati personali per il tempo ragionevolmente necessario per gli scopi descritti nella presente Informativa sulla privacy, mentre abbiamo una necessità aziendale di farlo, o come richiesto dalla legge (ad esempio per scopi fiscali, legali, contabili o altri), a seconda di quale sia più a lungo.“
Per un social network che tratta milioni di dati è davvero troppo poco.
Non ci sono termini certi di cancellazione e in caso di disattivazione dell’account.
Il paragrafo 11 dell’informativa privacy afferma:
“In certain circumstances providing Personal Data is optional. However, if you choose not tored by us and may be shared with third parties as detailed in this Privacy Policy.“
cioè:
“In alcune circostanze il conferimento in questa Informativa sulla privacy.“
Si sorvola, cioè, a piè pari, sulle basi giuridiche del consenso, che prevede la cancellazione a richiesta di tutti dati; qui non si conoscono nemmeno quali dati sono trattati sulla base del consenso.
E poi quali informazioni potrebbero rimanere nei sistemi?
Non ci sono riferimenti ai diritti dell’interessato ai sensi del GDPR.
Un intero paragrafo viene dedicato solo ai “residenti in California” che richiama il California Privacy Act, indicando e riservando i diritti solo per questa categoria di utenti.
Per i diritti dei residenti altrove, nulla.
Singolare è la politica sulla condivisione delle informazioni. Si legge che:
“La società non vende i tuoi dati personali. In determinate circostanze potremmo condividere le categorie di Dati personali sopra descritte senza ulteriore avviso all’utente, a meno che non sia richiesto dalla legge, con le seguenti categorie di terze parti:…“.
Così la società afferma di poter condividere le informazioni con Fornitori di servizi, altri soggetti interni, affiliati e, genericamente, per “altri usi”.
Quindi, Clubhouse non vende dati ma li condivide, senza ulteriore avviso, men che mai l’ulteriore obbligatorio consenso specifico per la profilazione e per la condivisione.
Chiudiamo con la considerazione che ha Clubhouse per i minori.
“Our service is not intended for individuals under the age of 18. The Company does not knowingly collect Personal Data from individuals under the age of 18. If you have reason to delete such information from our databases. “
Che tradotto vuol dire:
“Il nostro servizio non è rivolto Dati personali alla Società tramite il Servizio, contattaci e faremo il possibile per eliminare tali informazioni dai nostri database.”
È disarmante, visti i primi allarmi lanciati su Clubhouse e, sopratutto dei social da parte dei minori.
Appare auspicabile un intervento dei Garanti europei.
In Germania, l’Auto, Tik Tok.
8 febbraio 2021













