Il Comitato e di decisione

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L’Oversight Board di Facebook: il controllo dei contenuti tra procedure private e norme pubbliche – Intervento di Ginevra Cerrina Feroni.

(dal sito del Garante per la protezione dei dati personali)

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Il cd. Comitato la nascita del Board.

Il fine dichiarato consiste nel dare vita ad una ulteriore articolazione per la governance di Internet e, in particolare, nella creazione di un patrimonio giuridico di concetti e case-law che meglio definiscano la portata e i confini della libertà di espressione nella Rete.

Regole di condotta e di procedura sono raccolte nei c.d. Statuti del Comitato quello procedurale.

Le prime decisioni

Il 28 gennaio 2021 il Comitato ad attività di rimozione dei contenuti effettuate dalla piattaforma social nei confronti di alcuni dei suoi utenti.

Si tratta di un momento – la (ri)definizione degli spazi di libertà degli utenti all’interno delle piattaforme.

Seppur in modo schematico, vale la pena di richiamare i sei casi, scelti dal Comitato valore simbolico, e provare ad estrapolare la ratio alla base dei criteri valutativi utilizzati e delle raccomandazioni che si accompagnano alle decisioni.

Si può già anticipare che tutti i casi hanno a che fare con la tematica dell’hate speech e che, con l’eccezione del primo caso, “archiviato tutti i ricorsi.

Il secondo caso (vale a dire il primo giunto agli standard di community che si presumano violati; in particolare la categoria dell’hate speech – intesa dallo stesso Facebook come “violent or dehumanizing speech, harmful stereotypes, statements of inferiority, or calls for exclusion or segregation” – e al “valore” promosso da Facebook (Facebook’s values) della sicurezza (Safety).

Il Comitato dagli standard di community.

Il terzo caso riguarda un post di un cittadino armeno sul patrimonio artistico cristiano di Baku, in Azerbaijan, dove l’utente chiamava gli azeri “taziks” (un termine dispregiativo utilizzato alle Guiding Principles on Business and Human Rights dell’ONU (UNGPs) del 2011, che stabiliscono un quadro volontario per la definizione delle responsabilità dei privati in tema di diritti umani.

Qui, diversamente dal caso precedente, il Comitatold that this was because the post contained a slur attacking national origin».

Il quarto.

La decisione sul ricorso è stata certo una più chiara, precisa ed efficace definizione delle eccezioni.

Il quintori o ideologie anti-democratiche (Hitler, Osama Bin-Laden, Mao Zedong, Comunismo, Nazismo, Salafismo, ecc.) si dovesse prendere preventivamente le distanze per “giustificare” il loro richiamo, si impedirebbe l’operatività delle eccezioni al principio generale, le quali si reggono sulla capacità di lettura dell’interprete e sulla contestualizzazione della frase.

Il sesto-curarsi».

Il Comitato e una conseguente violazione dei “Facebook’s values”.

L’interesse della pronuncia si appunta su uno dei moniti finali del Comitato riguarda lo specifico tema del Covid-19, il Facebook’s COVID-19 Information Center.

Ancora una volta, i tre punti che emergono all’attenzione del Comitato.

Un passo verso l’ulteriore istituzionalizzazione delle piattaforme

Per quel che riguarda l’aspetto, alla luce di queste sue prime decisioni, possiamo formulare alcune considerazioni.

a) Il Comitatore speciale per la promozione e protezione della libertà di opinione ed espressione. Ciò va ad ulteriore conferma – oltre all’aspirazione a trovare maggiore condivisione possibile e un comune nucleo forte di valori e diritti – del carattere essenzialmente transnazionale della piattaforma che si pone, sempre di più, come un’istituzione digitale svincolata dal controllo statuale.

b)L’impostazione della decisione segue la sistematicità adottata da una delle più importanti Corti internazionali, ovvero la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in particolare in quelle sue pronunce che fanno riferimento delle proprie decisioni e di porsi, proprio come la Corte EDU, come un organo giudicante internazionale.

c) Il Comitato l’enforcement della libertà di espressione dei propri utenti.

d) Il Comitato con gli standard di community che di volta in volta si presumono violati; altre volte ancora le raccomandazioni proponevano la predisposizione di una guida su come rendere gli intenti degli utenti più chiari.

Da tutti questi fatto con la massima attenzione.

Riflessioni conclusive

Non risulta agevole giudicare – data la fase iniziale del nuovo percorso – struttura e azione del Comitato per il controllo.

La creazione di un organo funzionalmente indipendente che giudichi, in un equo bilanciamentori istituzionali a livello, se non statale, almeno transazionale.

E’ evidente che tutto.

Non si può dimenticare, infatti, che la creazione del Board è una concessione di Facebook e che, al di là delle apprezzabili dichiarazioni, non vi è alcun obbligo giuridico in senso proprio di adeguamento)legittimazione della propria condotta?

Domande cruciali che riguardano il tema della accountability ma anche il ruolo delle Data Protection Authorities (anche nella prospettiva di eventuali ‘giudicati’ paralleli e contrastanti fra loro, soprattutto.

Trattorità Garante Privacy al seguente LINK

16 febbraio 2021

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