Non avendo ancora trasposto di 89 000 euro per violazione della normativa sulla protezione dei dati personali .
Questa l’interessantissima pronuncia della CGUE pubblicata il 25 febbraio 2021.
Si tratta della direttiva sulla protezione dei dati personali nel quadro della prevenzione e dell’accertamento dei reati.
La Commissione ha chiesto dei reati.
La Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU 2016, L 119, pag. 89).
La Commissione reputa che detto le misure di attuazione nazionali di tale direttiva né le abbia comunicate.
Essa ha quindi chiesto di una somma forfettaria pari a circa 15 500 000 euro.
L’articolo 260, paragrafo 3, TFUE offre alla Commissione la possibilità di chiedere alla Corte, nell’ambito dalla Commissione.
Detto meccanismo ha un duplice obiettivo:
- è un modo di incitare gli Stati membri a porre fine quanto che diversamente tenderebbe a persistere;
- serve a snellire e accelerare il procedimento di irrogazione di sanzioni pecuniarie per inadempimenti dell’obbligo di comunicare una misura nazionale di attuazione di una direttiva adottata secondo la procedura legislativa.
In precedenza, difatti, poteva anche accadere che l’imposizione di una sanzione finanziaria agli Stati membri che non si erano conformati entro i termini a una precedente sentenza della Corte e che non avevano rispettato molti anni dopo quest’ultima sentenza.
Il 20 luglio 2018, non avendo ricevuto il 25 gennaio 2019, invitandola ad adottare le misure necessarie entro un termine di due mesi.
Nella sua risposta al parere motivato politico particolare e dalla necessità di trasporre suddetta direttiva con una legge organica.
La Spagna non nega di essere venuta meno ai suoi obblighi di adottare e di comunicare le misure di attuazione della direttiva e ammette che le circostanza istituzionali del tutto
Tuttavia, detto membro sostiene che le circostanze menzionate sono particolarmente rilevanti per valutare la proporzionalità delle sanzioni proposte dalla Commissione.
Con la sua sentenza, la Corte dichiara l’inadempimento della Spagna.
La Corte osserva che è pacifico che, alla scadenza del termine fissato tali misure alla Commissione, in tema di protezione dei dati personali .
La Corte considera che l’inadempimento termine.
Per quanto perdura sino all’esame dei fatti da parte della Corte.
Nella fattispecie, la Corte constata che la Spagna ha persistito spagnolo.
La Corte considera che la condanna al pagamento persistesse alla data di pronuncia della sentenza.
In secondo luogo, la Corte sotto di una somma forfettaria.
In considerazione della gravità e della durata della violazione, la Corte condanna la Spagna a versare alla Commissione una somma forfettaria per un importo pari a 89 000 euro. La presente sentenza è la prima in cui la Corte impone, in applicazione dell’articolo 260, paragrafo 3, TFUE, i due tipi di sanzione finanziarie allo stesso tempo.
26 febbraio 2021













