La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento e video di esercizi commerciali limitrofi alla scienza del crimine.
Con il provvedimento la dichiarazione di penale responsabilità del ricorrente in relazione ad una fattispecie di rapina aggravata e lesioni con contestazione di recidiva reiterata già pronunciata dal Tribunale di Cassino.
Propone ricorso l’imputato acquisite in atti.
In particolare, i video e i fotogrammi delle immagini acquisite presso gli esercizi commerciali limitrofi al luogo dei fatti sarebbero stati acquisiti illegittimamente perché trasfusi su “copie non forensi”.
L’acquisizione dei fascicoli fotorio.
Inoltre, la polizia giudiziaria sarebbe andata oltre la mera acquisizione dando atto della procedura seguita nella trasposizione sui supporti dai quali erano state estratte le immagini.
Ne deriverebbe la nullità derivata dei riconoscimenti operati sulla base di tali fotografie.
Inoltre, i video originali acquisiti risultavano inesistenti in atti in quantoposti a sequestro né acquisiti come documenti.
La Corte di Cassazione, nel ritenere infondato le seguenti considerazioni:
- le videoregistrazioni degli impianti di sicurezza costituiscono documenti ex art. 234 cod. proc. pen. ;
- ciò permette di estrarne identiche riproduzioni in un numero indefinito (cfr. Sez. 6 – , Sentenza n. 12975 del 06/02/2020 Rv. 278808 – 03 e n. 15838 del 20/12/2018 Rv. 275541 – 01);
- l’attività di estrapolazione di foto per affermare essere stata compromessa l’integrità dell’originale.
Cassazione 10025 del 15.03.2021
18 marzo 2021










