Pratiche ingannevoli su social network : il Consiglio di Stato respinge ricorso di Facebook

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Il Consiglio di Stato dell’Antitrust contro le pratiche ingannevoli del social network .

Nel 2018 l’Antitrust aveva sanzionato parziale del ricorso.

La pratica contestata dall’Antitrust e confermata dal giudice amministrativo è l’attività ingannevole.

La promessa della gratuità pubblicizzata da Facebook secondo cui l’utilizzo “è gratuito con i nostri dati).

Facebook non ha ancora riconosciuto che i dati degli utenti sono usati a scopi di profilazione pubblicitaria.

Secondo l’Antitrust: “Facebook, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, induce ingannevolmente gli utenti consumatori”) e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate”.

Per l’Antitrust, inoltre: “Facebook, in violazione degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, attua una pratica aggressiva in quanto deriva dall’applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati. La decisione dell’utente di limitare il proprio consenso comporta, infatti, la prospettazione di rilevanti limitazioni alla fruibilità del social network e dei siti web/app di terzi; ciò condizionagli utenti a mantenere la scelta pre-impostata da Facebook”.

La contestazione di questa pratica aggressiva è stata, invece, respinta dal Tar.

L’argomento in uno dei prossimi eventi.

CdS-Facebook

1 aprile 2021

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