La sentenza delle Cassazione Penale selezionata, nell’ambito sequestrabile .
Con propria ordinanza il Tribunale di Teramo si era pronunciatostradali.
Tra le varie questioni trattate nella sentenza, per quanto di sequestro.
Ricostruiamo la vicenda nella lettura testuale (ragionata) effettuata dalla Cassazione.
Il ricorso
Nel ricorso viene dedotto di contratti di pubbliche forniture contestati.
Muovendo dall’assunto della disponibilità in capo al reo.
Posto in pubbliche forniture ai sensi dell’articolo 355 del codice penale).
Per la Corte di Cassazione il motivo è da ritenersi fondato.
Sintesi della pronuncia impugnata
Muovendo preliminarmente dal duplice rilievo che le prestazioni oggetto in evidenza segnatamente:
a) che in ordine al profitto alle somme cadute in sequestro;
b) che deve escludersi la prospettata estraneità della società ricorrente ai fatti oggetto forma di minor spesa, ovvero illegittimi risparmi e duplicata remunerazione”.
In relazione ai fatti contestati nelle provvisorie imputazioni l’ordinanza impugnata ha altresì precisato di più ampi interventi esorbitanti dalla prestazione originaria.
Logica conseguenza di tale prospettazione è stata ravvisata nel ritenere che i risparmi indebitamente ottenuti per effetto.
In definitiva, l’addebito delle omesse manutenzioni.
Il sequestro preventivo nei confronti della società concessionaria è stato per il risparmio di spesa derivante dalla mancata esecuzione a proprie spese di una serie di lavori, ordinari o straordinari, di manutenzione previsti dalla convenzione di concessione, ma solo tardivamente eseguiti grazie alla erogazione di contributi statali ovvero di finanziamenti speciali statali.
Il punto di vista della Cassazione
L’ordinanza impugnata non ha tenuto.
Non si è tenuto, ma solo una “non-diminuzione”, del patrimonio.
I risparmi di spesa
L’ipotesi dei «risparmi di spesa» può correttamente inscriversi nel perimetro del “profitto.
La valorizzazione del risparmio di spesa come profitto strutturale della “pertinenzialità” perderebbe qualsiasi rilevanza sino a ridursi ad un mero flatus vocis.
Né tale requisito.
Entro tale prospettiva, dunque, il carattere della fungibilità si colloca in una dimensione diversa e del tutto.
In altri termini, il fatto riguardante il legame eziologico di provenienza di quel bene.
Altro è la difficoltà di ricostruzione del nesso di pertinenzialità sul versante probato nel caso della confisca diretta.
Il nesso di pertinenzialità
Se, da un lato nell’ipotesi della confisca diretta.
Diversamente, le esigenze sottese all’accertamentoria.
Ne discende:
a) che il rapporto delle caratteristiche intrinseche del bene, ed in particolare alla individuazione della sua natura fungibile o meno;
b) che la verifica del nesso di derivazione – quand’anche si voglia identificare il profitto che l’attuale sistema normativo non consente di escludere.
La differenza tra confisca diretta e confisca di valore o per equivalente risiede proprio nel nesso di derivazione qualificata dal reato:
. nel caso di confisca diretta, quel rapporto;
. nel secondo caso, non potendo essere disposta la confisca diretta, l’agente viene privato.
Confisca diretta e per equivalente
Il profilo dell’accertamento il vincolo cautelare reale, senza dimostrarne in alcun modo la presenza del nesso di derivazione dalle condotte delittuose di cui all’art. 355 cod. pen.
Nel caso in esame, infatti, il vincolo cautelare reale è stato agli ipotizzati risparmi di spesa.
Seguendo il solco tracciato da una somma di denaro, dunque da un bene che perde la sua identificabilità fisica e che, per la sua fungibilità, si confonde con le altre disponibilità economiche dell’agente.
Confisca diretta
A fronte di tale specifica evenienza, non potendosi individuare nella sua materialità il bene destinato.
Prescindendo dalla prova che proprio quella somma di denaro sia stata versata sul conto il numerano nella disponibilità economica del reo.
Agli effetti della confisca, infatti, affermano le Sezioni Unite, «….è l’esistenza del numerano comunque accresciuto».
Discende da tale impostazione ricostruttiva che, nell’ipotesi in cui il profitto.
Solo in tali ipotesi è possibile ragionevolmente sostenere che il denaro è sequestrabile e poi confiscabile in via diretta come profitto con tutte le altre disponibilità economiche del reo.
Diversamente argomentando, cioè ammettendo che il vincolo reale possa estendersi anche su importi di denaro indistintamente accreditati sui conti o nei depositi dell’auto.
Se, infatti, la finalità della confisca diretta è quella di evitare che chi ha commesso un reato commesso.
Ne deriva che, nelle ipotesi in cui il profitto di derivazione anche indiretta.
Analisi del caso concreto del sequestro preventivo
Nel caso in esame, con riferimento:
a) che le attività di manutenzione omesse avrebbero dovuto in cui i risparmi di spesa si sarebbero concretizzati;
b) che le omesse attività cui vengono correlati i risparmi di spesa risultano comunque iniziate sin dal 2017 e sono in fase di ultimazione, per quel che attiene al primo tema d’accusa, laddove se ne delimita la rilevanza sino al primo semestre del 2018 per quel che attiene alle attività oggetto conclusi;
c) che la norma incriminatrice descritta nell’art. 355 cod. pen. configura un reato, già verificatasi con il ritardo, potendo, se del caso, essere valutata ai sensi dell’art. 62, n. 6, cod. pen.
Ne consegue, in definitiva, che le somme fatte oggetto ed attuale.
Cassazione Penale 20179 del 20.05.2021
24 maggio 2021









