Un professore di diritto

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Secondo il principio di indipendenza dell’ avvocato può esercitare la rappresentanza della propria università dinanzi al Tribunale e alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Ciò vale, in linea di principio, anche quando egli è coordinato su cui verte la controversia.

Questa è la sintesi della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea qui commentata.

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L’Università di Brema (Germania) è stata designata coordinatrice di un consorzio di ricerca che comprende varie università europee e che effettua ricerche interdisciplinari di diritto e della politica in materia di alloggi in tutta l’Unione.

Al fine di ottenere un finanziamento un ricorso dinanzi al Tribunale dell’Unione europea.

Il Tribunale ha respinto manifestamente irricevibile.

L’atto nonché capogruppo di quest’ultimo.

Secondo il Tribunale, il requisito.

Investita di un’impugnazione proposta dall’università, con la sua sentenza odierna la Corte di giustizia annulla l’ordinanza di irricevibilità del Tribunale.

La Corte ricorda che la nozione di indipendenza dell’ avvocato al riguardo.

Secondo la Corte, conformemente allo scopo di tale incarico di rappresentanza , i professori universitari devono soddisfare gli stessi criteri di indipendenza applicati agli avvocati.

Tali criteri vengono definiti, in negativo, nel senso di assenza di un rapporto della legge e delle norme professionali.

La Corte constata a tal riguardo che l’esistenza di un rapporto pubblico tra un professore e l’università che egli rappresenta è insufficiente per ritenere che tale professore si trovi in una situazione che gli impedisce di difendere gli interessi di tale università.

Infatti, a differenza della situazione di un giurista d’impresa, il professore universitario di cui trattasi è legato a rappresentarla.

Quanto su cui verte la controversia, la Corte constata che tali funzioni implicavano che il professore avesse interessi comuni con l’Università di Brema.

Tuttavia, siffatti interessi non bastano a dimostrare un’incapacità di tale professore di garantire debitamente la rappresentanza affidatagli.

Non essendo, peraltro, stato che consenta di indicare che detti interessi ostavano alla rappresentanza in giudizio dell’Università di Brema da parte di tale professore, il Tribunale ha erroneamente concluso nel senso dell’irricevibilità del ricorso per il motivo che l’Università di Brema non sarebbe debitamente rappresentata.

La Corte ha rinviato dall’Università di Brema

sentenza CGUE 14 luglio 2022

15 luglio 2022

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