Legittimazione a impugnare del socio su sequestro preventivo di beni societari

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La Corte di Cassazione Penale, decidendo in sede cautelare in tema di sequestro preventivo di beni societari, si è incidentalmente espressa in tema di legittimazione a impugnare del socio di società di capitali.

Nel caso di specie, la persona fisica, non era proprietaria dei beni societari in sequestro dei quali non potrebbe mai essere disposta la restituzione in suo favore.

Ricorda la Cassazione che il diritto di impugnazione spetta solo a colui al quale la legge espressamente lo conferisce e il codice individua coloro ai quali spetta espressamente il diritto di proporre riesame avverso il decreto di sequestro.

La specificazione, contenuta nel comma quarto dello stesso art. 568, cod. proc. pen., secondo la quale per impugnare occorre avervi interesse, rende chiara l’intenzione del legislatore di distinguere la legittimazione a proporre impugnazione dall’interesse ad impugnare.

L’impugnazione è lo strumento processuale per ottenere un risultato concreto che può essere utilizzato solo da chi è legittimato a servirsene; sicché l’impugnazione è inammissibile quando è proposta da chi non è legittimato o, pur essendolo, non ha interesse (art. 591, comma 1, lett. a, cod. proc. pen.).

Il fatto che fosse titolare del 98% delle quote sociali non ha alcuna rilevanza in tema di legittimazione a impugnare del socio perché, trattandosi di società di capitali, la soggettività giuridica di quest’ultima non risente delle modalità della composizione del capitale sociale.

Ha quindi ribadito il principio secondo il quale non vi è legittimazione a impugnare del socio su provvedimenti in materia di sequestro preventivo di beni di proprietà di una società, attesa la carenza di un interesse concreto ed attuale, non vantando egli un diritto alla restituzione della cosa o di parte della somma equivalente al valore delle quote di sua proprietà, quale effetto immediato e diretto del dissequestro (Sez. 2, n. 29663 del 04/04/2019, Tufo, Rv. 276735 – 01, secondo cui, nel caso in cui il legale rappresentante sia rimasto inerte e la società possa subire un danno dal mancato dissequestro, il socio ha il potere di sollecitare gli organi sociali ad agire nell’interesse di quest’ultima; nello stesso senso Sez. 6, n. 16860 del 19/03/2019, Cuppari, Rv. 275934 – 01).

Cassazione Penale 26543 del 5.07.2024

15 luglio 2024

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