Corte UE: conclusioni dell’avvocato generale sul caso Facebook Data e Facebook Marketplace

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Pubblichiamo le conclusioni dell’AG Rantos nelle cause Meta Platforms Ireland contro Commissione Europea. Un focus su “necessità prevedibile”, keyword search e l’uso delle Virtual Data Room nelle indagini antitrust.

Introduzione: il braccio di ferro tra Menlo Park e Bruxelles

Il panorama del diritto della concorrenza nell’era digitale segna un nuovo capitolo fondamentale.

Le conclusioni presentate dall’Avvocato Generale Athanasios Rantos il 26 febbraio 2026, relative alle cause C-496/23 P e C-497/23 P, delineano il perimetro d’azione della Commissione Europea nelle indagini sui giganti tecnologici.

Al centro della controversia vi è Meta Platforms Ireland Ltd (già Facebook Ireland) e l’opposizione del gruppo alle modalità con cui la Commissione ha richiesto l’esibizione di una mastodontica mole di documenti interni nell’ambito delle indagini sui servizi Facebook Data e Facebook Marketplace.

I fatti

Le indagini della Commissione, avviate per accertare un presunto abuso di posizione dominante nell’uso dei dati e nel mercato dei servizi di annunci classificati, si sono avvalse dello strumento della richiesta di informazioni (Art. 18, par. 3, Reg. 1/2003).

Per identificare le prove, la Commissione ha imposto a Meta l’utilizzo di specifiche combinazioni di termini di ricerca (keyword). Meta ha impugnato tali decisioni sollevando tre criticità tecniche e giuridiche di estremo rilievo per gli esperti forensi:

. l’ampiezza delle keyword: l’uso di termini ritenuti troppo generici avrebbe costretto la società a produrre documenti irrilevanti per l’indagine;

. la natura dei documenti: la presenza di “documenti misti”, contenenti sia informazioni aziendali che dati strettamente personali dei dipendenti (non pertinenti all’indagine);

. il metodo di protezione: La mancata applicazione generalizzata della procedura di virtual data room per tutti i documenti contenenti dati privati.

I punti chiave delle conclusioni dell’avvocato generale

L’Avvocato Generale Rantos propone alla Corte di Giustizia il rigetto integrale delle impugnazioni di Meta, fissando principi che diventeranno standard per le future attività di e-discovery in ambito legale:

1. Il principio della “Necessità Prevedibile”

Viene ribadito che la Commissione non deve dimostrare la pertinenza certa di ogni singolo documento prima di richiederlo. È sufficiente la “necessità prevedibile”: se al momento della richiesta vi è una ragionevole probabilità che i dati estratti tramite keyword siano utili a chiarire l’infrazione, la richiesta è legittima. L’onere di filtrare i risultati spetta, in prima battuta, all’impresa indagata.

2. La Virtual Data Room come extrema ratio

Uno dei punti più dibattuti riguarda la tutela della privacy (Art. 7 della Carta dei Diritti Fondamentali). L’AG chiarisce che la Virtual Data Room (una procedura dove i documenti sono consultabili dai funzionari solo in presenza degli avvocati dell’impresa e senza acquisizione immediata) è obbligatoria solo per i dati sensibili (orientamento sessuale, opinioni politiche, dati sanitari, ecc.). Per i comuni dati personali contenuti nei documenti aziendali “misti”, il segreto professionale a cui sono tenuti i funzionari UE è considerato una tutela sufficiente e proporzionata.

3. Proporzionalità della ricerca elettronica

Contro la tesi di Meta secondo cui la ricerca tramite keyword sarebbe equiparabile a una “ispezione mascherata” (e quindi soggetta a garanzie più stringenti), l’AG sottolinea che la richiesta di informazioni ex Art. 18 lascia all’impresa il controllo materiale della selezione, garantendo un tempo congruo per l’analisi legale interna, a differenza delle ispezioni “a sorpresa”.

Conclusioni

Se la Corte seguirà l’orientamento dell’AG Rantos, verrà confermato un potere ispettivo digitale estremamente pervasivo per le autorità antitrust. Per le imprese e i consulenti forensi, ciò implica la necessità di implementare sistemi di data management e compliance sempre più raffinati, capaci di distinguere preventivamente tra comunicazioni puramente professionali e dati sensibili.

Scarica il testo della conclusioni dell’avvocato generale

27 febbraio 2026

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